Lui è Kataza, il babbuino a capo di una gang che imperversa a Città del Capo. Ecco la sua storia
Sfrattato dalla periferia della metropoli sudafricana dopo che la polizia lo ha identificato come il leader di un branco di babbuini responsabili di razzie e infrazioni nelle case del quartiere, Kataza ora vaga da solo in una zona sconosciuta e dorme nel cortile di una prigione. Ma una campagna sui social media chiede di farlo tornare.
Kataza aveva già una fedina penale bella lunga nei registri della polizia di Città del Capo, così quando si è messo a capo di una banda di altri babbuini per fare irruzione in una serie di case in periferia, è stato catturato e allontanato dal branco e dal suo vecchio quartiere.
Ora dorme in una prigione locale, ma è già partita una campagna sui social media perché possa tornare in città. Kataza è uno delle poche centinaia di babbuini urbanizzati che vivono nei dintorni di Città del Capo e spesso sono una seccatura perché fanno danni quando entrano nelle proprietà in cerca di cibo, rovesciando i bidoni della spazzatura, rubando frutta e verdura dagli orti, e in generale causando problemi.
Secondo gli esperti intorno a Città del Capo vagano circa 500 babbuini che calano dalle montagne in cerca di cibo. Alcuni sono organizzati in branchi e se ne contano almeno 15. La città si è anche dotata di una squadra di rangers specializzati che cacciano i babbuini dai quartieri. Ma per i primati più ostinati e problematici viene a volte scelta la soluzione più drastica: l'eutanasia.
Kataza operava nella località balneare di Kommetjie, nella parte meridionale di Città del Capo. Dopo la sua cattura, i ranger lo hanno trasferito nella vicina zona di Tokai, sperando che si integrasse con un'altro branco più socievole e in grado di contenere la sua aggressività.
Gli attivisti, tuttavia, vogliono che sia portato a casa per riunirsi al suo branco. "#BringBackKataza" si legge un cartello affisso su una strada di Kommetjie. C'è anche una pagina Facebook che chiede il suo ritorno in sicurezza. Kataza è stato ingiustamente preso di mira, dice Jenni Trethowan, attivista di Baboon Matters, un'organizzazione animalista che cerca vie per una coesistenza pacifica tra gli esseri umani e i babbuini: "Kataza non è peggiore degli altri babbuini. È solo un babbuino urbanizzato."