Manila deserta: ennesimo duro 'lockdown' a Pasqua per il più cattolico dei Paesi asiatici
Strade e chiese eccezionalmente deserte a Manila per il Venerdì Santo, una delle celebrazioni più sentite nelle Filippine, il Paese asiatico dove più forte è la presenza cattolica.
Il governo ha deciso un rigido lockdown nel periodo pasquale per frenare la diffusione del coronavirus. Le riunioni religiose sono state proibite nella capitale e in altre quattro province. 25 milioni di persone di nuovo 'sotto chiave' nel tentativo di arginare un allarmante aumento di casi di COVID-19. Il coprifuoco imposto dalla polizia nella regione di Manila e nelle province di Bulacan, Cavite, Laguna e Rizal è stato esteso a 11 ore a partire dalle 18.00.

In questo anno di pandemia, le Filippine hanno imposto alcuni dei 'lockdown' più lunghi coronavirus, chiusure rigide che, tra l'altro, hanno causato una contrazione dell'economia del 9,5%, la peggiore crisi da quando le Filippine dalla seconda guerra mondiale. Quando le infezioni hanno iniziato a diminuire le autorità hanno permesso alle attività non essenziali di riprendere, compresi i centri commerciali, sale giochi e saloni di bellezza.

Ma il mese scorso le infezioni sono tornate a crescere in modo allarmante, con picchi imputati alla diffusione di nuove varianti del coronavirus, all'aumento della mobilità pubblica e all'allentamento dell'attenzione. Questa settimana il presidente Rodrigo Duterte ha reimposto un blocco nella regione più popolosa del Paese permettendo solo ai lavoratori in attività essenziali, al personale sanitario e della sicurezza di uscire di casa. Il blocco potrà essere esteso oltre la Pasqua se l'ondata non si attenua.

Questa recrudescenza di contagi e un inizio lento del programma di vaccinazioni hanno messo l'amministrazione di Duterte nel mirino delle polemiche per quello che i critici definiscono una gestione fallimentare della pandemia. Le Filippine hanno riportato più di 756.000 casi confermati con 13.303 morti, il secondo bilancio più grave nel sud-est asiatico dopo l'Indonesia.