Turchia, Calculli: "L'Europa ha poche frecce al suo arco"
Marina Calculli, ricercatrice presso la George Washington University, spiega perché l'Unione europea ha pochi strumenti per fare pressione sul presidente Erdogan per costringerlo a rispettare i valori fondanti di una democrazia
In Turchia prosegue l'ondata di epurazioni dopo il fallito colpo di Stato di venerdì scorso. Dopo polizia, magistratura e esercito, è toccato al mondo dei media e dell'istruzione. Ritirata la licenza a 21 mila insegnanti, divieto di espatrio per gli accademici. Può l'Unione europea fare pressione sul presidente Erdogan per costringerlo a rispettare i valori fondanti di una democrazia? E la Turchia non è il solo Paese su cui si allunga l'ombra dell'autoritarismo ma con il quale l'Occidente continua a scendere a compromessi. Ne abbiamo parlato con Marina Calculli, della George Washington University (intervistata da Iman Sabbah)