Marte. Perseverance a caccia di tracce di antiche forme di vita: il braccio robotico scruta le rocce
Al via le indagini scientifiche nel cratere Jezero. Alcune rocce hanno incuriosito il rover della Nasa che ha anche dato un'occhiata più da vicino con la sua fotocamera Watson. Le ultime immagini dal pianeta rosso.
Il rover Perseverance della Nasa inizia le sue indagini scientifiche su Marte: dopo aver fatto da 'spalla' al drone Ingenuity, documentandone i primi voli e fungendo da base per le comunicazioni, ora entra in azione con il suo braccio robotico per studiare il suolo all'interno del cratere Jezero, che un tempo ospitava un antico lago. La fotocamera Watson posta all'estremità del braccio robotico ha
già ripreso immagini estremamente dettagliate delle rocce, mentre altre due fotocamere dello strumento Mastcam-z, montato sulla 'testa' del rover, hanno fatto una ricognizione del terreno.
Lo strumento laser Supercam ha invece bersagliato alcune rocce per determinare la loro composizione chimica. Grazie a queste informazioni, si cercherà di capire se le rocce sono formate da sedimenti che potrebbero aver conservato tracce di antiche forme di vita, oppure se sono di origine vulcanica, e dunque possono essere usate come 'orologi' geologici per ricostruire la storia dell'antico lago.
La domanda a cui gli scienziati cercano una risposta infatti è se queste rocce siano sedimentarie (come l'arenaria) o ignee (formate dall'attività vulcanica). Ogni tipo di roccia racconta una storia diversa. Alcune rocce sedimentarie - formate in presenza di acqua da frammenti di roccia e minerali come sabbia, limo e argilla - sono più adatte a conservare le tracce di vita passata. Le rocce ignee, invece, sono orologi geologici più precisi che permettono agli scienziati di creare una linea temporale accurata di come si è formata una zona.
l rover ha usato la fotocamera WATSON all'estremità del suo braccio robotico per dare un'occhiata più da vicino alle rocce, facendo un test di messa a fuoco il 10 maggio 2021, il 79° giorno marziano, o sol, della missione.
Le indagini non saranno semplici, perché le rocce vicino Perseverance sono state erose dal vento e sono ricoperte da polvere e sabbia più recenti. per superare questo problema, il rover potrà usare un abrasore per grattare la superficie delle rocce: la loro struttura interna sarà poi analizzata dal punto di vista chimico e mineralogico con altri due strumenti del braccio robotico, chiamati Pixl e Sherloc. Più informazioni saranno raccolte, più sarà accurata la scelta dei campioni da riportare sulla Terra.
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