Mi piace Spiderman e allora? Il corto contro gli stereotipi di genere
La piccola Cloe alla scoperta di un mondo diviso in "rosa e celeste"
Uno zainetto rosso fiammante di Spiderman sulle spalle. Inizia così il viaggio di Cloe alla scoperta degli stereotipi di genere e di un mondo diviso in rosa e celeste, giochi e sport da maschio e da femmina e vezzeggiativi - "femminuccia" e "maschietto" - che diventano pesanti come macigni. Il corto "Mi piace Spiderman e allora" del regista Federico Micali, presentato alla stampa a Firenze, affronta la tematica della parità di genere con gli occhi di una bambina ed è liberamente tratto dall'omonimo libro di Giorgia Vezzoli. Il progetto ha vinto il bando del Ministero della Cultura "Non violenza: lo schiaffo più forte".
"Attraverso le domande e le osservazioni delle mie due figlie, mi sono scoperto a meravigliarmi di un mondo fatto a compartimenti stagni, in cui le bambine sono subissate fin da piccole da Cenerentole (con Principi Azzurri annessi), dal colore rosa e dalle immancabili coroncine da principessa. Mi sono imbattuto quasi per caso nel libro di Giorgia (me lo ha portato trionfante mia figlia piccola, che aveva visto sulla copertina una bambina con lo zaino di Spiderman) e ci ho ritrovato la sceneggiatura del mio quotidiano", spiega il regista.
Così nel corto, girato nel quartiere dell'Isolotto a Firenze, domande dirette o ingenue, come quelle dei bambini, smascherano abitudini, parole e pregiudizi duri da cambiare. La pellicola inizia adesso il suo percorso legato alla distribuzione tradizionale, nelle sale cinematografiche e nei festival italiani e internazionali, ma sono previsti percorsi di didattica nelle scuole attraverso proiezioni, incontri, corsi di formazione per docenti e un kit didattico multimediale online.
Il tema trattato è più attuale che mai e parte dalla culla con il tradizionale fiocco rosa e azzurro, si dipana attraverso i corridoi riservati ai maschi e alle femmine dei negozi di giocattoli fino a sfociare nel "gender gap" del mondo del lavoro, passando per la vita quotidiana e l'istruzione. E' notizia di questi giorni che le ragazze che frequentano le università italiane sono il 55 per cento degli iscritti, ma quando si tratta di materie scientifiche sono in netta minoranza: solo il 37 per cento degli studenti", ha dichiarato Ersilia Vaudo Scarpetta, Chief Diversity Officer dell'Agenzia Spaziale Europea, intervenendo alla quarta edizione del Wired Digital Day 2021. "Nell'Italia del 2030 è importante azzerare il gender gap, lavorando sulla cultura e dando una prospettiva a chi si trova a scegliere l'università", ha detto.
Estendendo il campo, sulla questione è intervenuto il presidente Mattarella che in occasione dei 75 anni della Repubblica ha rimarcato che "la parità di diritti, tra donne e uomini, nelle leggi italiane, è piena; ed è stata raggiunta da molti anni, in base alla Costituzione. Non è invece ancora così, per la sua, concreta, realizzazione".
Ripartire dall'infanzia, veicolare messaggi giusti, coinvolgere la scuola è parte integrante di questo. L'industria dei giocattoli si sta da qualche anno muovendo in questa direzione. Già nel 2015, a seguito della campagna Britannica «Let toys be toys», sono apparsi i primi cataloghi gender neutral, senza più distinzione dei giochi per maschi e femmine. Nelle pubblicità si vedono sempre più spesso bambini impegnati ai fornelli e in tanti grandi magazzini è stata eliminata la suddivisione per sessi nei reparti giocattoli. Anche nell'industria dei mattoncini si è usciti dalla cosiddetta "pinkizzazione" con set dedicati, per esempio alle donne pioniere della Nasa, e Barbie, da pin up, è diventata la testimonial della campagna You can be anything che sostiene organizzazioni attive nel supportare lo sviluppo del potenziale infinito che c’è in ogni bambina, grazie all'istituzione di un fondo dedicato, e anche accendendo i riflettori su donne rilevanti, provenienti da diversi campi che sono state in grado di rompere gli schemi e superare le barriere.
Eppure tanto deve essere fatto ancora. A cominciare dalle famiglie e dalle scuole. In fondo Spiderman è di tutti, no?
Il trailer di Mi piace Spiderman e allora?
Federico Micali
Regista e sceneggiatore fiorentino classe 1971. Fra i suoi progetti più recenti, il documentario Looking For Negroni (coprodotto da Rai Cinema e ArtFilm Kairos), il film L’Universale (ispirato alla storia del popolare cinema di Firenze), con Francesco Turbanti, Matilda Lutz Claudio Bigagli e Maurizio Lombardi. La sua filmografia comprende molti film documentari tra cui: Genova senza risposte (girato durante il G8 di Genova del 2001 e distribuito in pellicola 35mm), Firenze Città aperta (sul social forum europeo del 2002), Nunca Mais (il film sul disastro ecologico della petroliera Prestigie in Galizia), 99 Amaranto (su Livorno e il suo riflesso nel calcio di Cristiano Lucarelli), L’Ultima Zingarata, con la partecipazione di Mario Monicelli e Gastone Moschin, Firenze sotto vetro, un film collettivo diretto insieme a Pablo Benedetti.
Il libro di Giorgia Vezzoli