Ministri a cena. Conte scelse lo stesso ristorante con Salvini e Di Maio
È una cena a segnare la pausa tra il Consiglio dei ministri serale e un vertice mattutino. Il ristorante è sempre quello, l'Arancio d'Oro, dove il premier Giuseppe Conte decise di sedersi a tavola con Matteo Salvini e Luigi Di Maio (il punto di rottura tra il leader del Carroccio e dei Cinquestelle era nell'aria). E a chi glielo fa notare risponde con ironia: "Le sorti dei governi non si decidono a tavola"
Non si deciderà a tavola il futuro del governo Conte bis, eppure il sodalizio mangereccio è destinato a fare squadra. Marciare uniti è auspicabile per superare compatti i dossier Ilva, Alitalia, il Meccanismo europeo di stabilità (Mes) e il voto sulla piattaforma Rousseau, che inevitabilmente avrà ripercussioni sulle prossime sfide regionali. La base Cinquestelle ha deciso, con le preferenze, la presenza dei pentastellati alla tornata elettorale in Emilia-Romagna e Calabria. E, al momento, correranno da soli. Un ostacolo per Giuseppe Conte che, a gennaio 2020, potrebbe minare la stabilità del governo. Senza correre troppo in avanti, il banchetto conviviale è servito anche a ricucire i recenti strappi sulla Manovra. Una formula che il premier ha già scelto in passato per stemperare le frizioni tra gli alleati. All'Arancio d'Oro, a Roma, Conte riservò un tavolo con Matteo Salvini e Luigi Di Maio, quando i due erano ai ferri corti. E a chi gli fa notare di aver scelto lo stesso ristorante, il presidente del Consiglio risponde ironico: "Le sorti dei governi non si decidono a tavola".
Ovviamente a tavola si parla di Emilia-Romagna e Calabria, si fanno battute, ci si punzecchia. A telecamere spente qualcuno svelerà i retroscena. Il premier ha offerto la cena a tutti e regalato dei fiori alle ministre. A un certo punto è spuntata una torta per festeggiare il compleanno di Lorenzo Guerini, con "tanti auguri a te" cantato in coro tra applausi e risate. Di Maio è stato il primo a entrare, poco dopo è arrivata la renziana Bellanova: tra gli ultimi Dario Franceschini ("che c'è di strano se ceniamo insieme"), Luciana Lamorgese, Roberto Gualtieri e a chiudere le presenze Conte. All'ingresso il premier ha scherzato con i cronisti: "Vi comunico una notizia: ho cucinato io" e smorza le polemiche: "Non c'è alcun litigio, nessuna tensione". Basterà una cena a risolvere i problemi? "Se non ne basta una, ne facciamo due", ha risposto il Professore.