Mondiali '82, Paolo Rossi e la storica impresa dell'Italia del calcio
Affondò il Brasile con una tripletta. In semifinale realizzò le 2 reti che stesero la Polonia. Infine, l'11 luglio 1982 realizzò la prima rete della finale vinta 3-1 contro la Germania. Per tutti divenne Pablito
11 luglio 1982. La notte in cui il sogno diventò realtà. Sono nitide nella testa degli italiani le immagini di Dino Zoff che alza la coppa del mondo, Marco Tardelli che esulta plasticamente insieme a Antonio Cabrini e Paolo Rossi che bacia il cimelio. È l'Italia di Enzo Bearzot che a Madrid conquista il terzo mondiale.
Nonostante un inizio mediocre, la nazionale si riprende nel secondo turno soprattutto grazie agli exploit del centravanti Rossi. Gli azzurri si impongono sulle squadre sudamericane, Argentina e Brasile, e a seguire eliminano alle semifinali la Polonia. Una doppietta di Rossi apre le porte della finale. L'11 luglio del 1982, al Santiago Bernabéu di Madrid va in scena la squadra di Bearzot contro la Germania dell'ovest. Il risultato finale è di 3 a 1 per gli azzurri: segnano Rossi, Tardelli e Alessandro Altobelli.
Ricordando quella notte, 35 anni dopo - era il 2017 - Paolo Rossi disse: "Dopo 35 anni sono ancora al Bernabeu" perché, spiegò, "certe emozioni non finiscono". Raccontò poi che il suo "momento speciale" era il primo dei tre gol segnati al Brasile di Zico, Socrates e Falcao che sembrava invincibile. "Quella rete - disse Pablito - mi ha salvato, mi ha aperto la testa. Fino a quel momento per me era stato tutto in salita ma poi è arrivato quel cross di Antonio (Cabrini - ndr), una pennellata e io in mezzo a due difensori che sono riuscito a incrociare di testa e a spiazzare il portiere. Un gol 'da computer' che mi ha tolto tutto il peso, è stata una liberazione".
"Fino all'inizio del secondo girone di quel mondiale - ricordò ancora Paolo Rossi - la nostra nazionale era bistrattata e attaccata dalla critica. Dovevamo affrontare l'Argentina campione del mondo con Diego Armando Maradona e la gente ci diceva 'che ci andate a fare?'. Quella vittoria per 2-1 ci rese invece consapevoli della nostra forza, che potevamo lottare con tutti. Quello del 1982 era un gruppo straordinario, unito e coeso proprio come lo voleva Bearzot. Raggiungemmo la vittoria tutti insieme, i 22 giocatori della rosa e tutti quelli che erano intorno a noi. Passammo insieme 50 giorni e dopo avere acquisito consapevolezza eravamo un treno in corsa che nulla poteva fermare".
Così dopo il primo gol al Brasile ne arrivarono altri due alla selecao per il 3-2 finale, la doppietta alla Polonia e l'1-0 che sbloccò la finale del Bernabeu con la Germania.