Morte Floyd, a Minneapolis vandalizzata la casa dell'agente incriminato. Proteste in tutta l'America
Manifestazioni a Washington, New York City, Atlanta, Denver, Houston. Spari da un suv sulla folla a Detroit: un morto
La scritta "murderer" ("assassino") sul vialetto e il pugno simbolo del movimento Black Lives Matter campeggiano sul muro della casa di Derek Chauvin, l'ex poliziotto arrestato per la morte di George Floyd. Ovunque si legge la scritta "I can't breathe". Nel sobborgo di Oakdale, fuori Minneapolis, i manifestanti si sono ritrovati davanti all'abitazione dell'agente mostrando cartelli alle auto di passaggio e gridando il nome di Floyd. Chauvin è stato arrestato con l'accusa di omicidio preterintenzionale e omicidio di terzo grado: rischia una condanna massima di 25 anni. Il procuratore della Contea di Hennen, Mike Freeman, l'ha definita "l'incriminazione più veloce in un'indagine contro un agente di polizia".
Dopo l'arresto e l'incriminazione la moglie, ex reginetta di bellezza del Minnesota, ha annunciato il divorzio e espresso vicinanza alla famiglia di Floyd.
La protesta si allarga a tutta l'America
La notte scorsa si è continuato a protestare a Washington, New York City, Atlanta, Denver, Houston, San Jose e Bakersfield, in California, Chicago, Detroit e altre città. A Washington è anche scattato l'allarme alla Casa Bianca quando i dimostranti, che si erano riuniti nei pressi della Pennsylvania Avenue, sono riusciti a superare le transenne del Secret Service e si sono scontrati con la polizia. In molte città, comprese Boston, Fort Wayne e Atlanta, la polizia ha usato i lacrimogeni per disperdere i dimostranti. Ad Atlanta gli agenti sono stati costretti ad asserragliarsi nell'ingresso dell'edificio del quartier generale della Cnn preso d'assalto. Nuove proteste anche a Los Angeles dove i dimostranti hanno bloccato una delle autostrade cittadine.
A Louisville, in Kentucky, una reporter di una televisione locale e il suo cameraman sono stati presi di mira da un poliziotto che stava sparando proiettili con all'interno gas urticante al peperoncino. Durante il collegamento con Wave 3 News, affiliata della Cbs, Kaitlin Rust ha gridato : "Mi stanno sparando!", mostrando le immagini di un poliziotto che puntava la pistola con i proiettili urticanti contro il cameraman. "Sono solo proiettili al peperoncino", ha poi aggiunto ribadendo che "stavano sparando direttamente contro di noi".
Nella città la protesta si concentra non solo sul caso Floyd ma anche su quello di Breonna Taylor, uccisa nel suo appartamento lo scorso 13 marzo durante una perquisizione da parte di agenti in borghese che avevano un mandato per un uomo che non abitava più in quell'edificio. L'Fbi ha aperto un'inchiesta sul caso.
A Detroit, è di un morto e quaranta arrestati il primo bilancio di una notte di scontri. Il capo della polizia, James Craig, ha confermato al Detroit News l'uccisione di un ragazzo di 19 anni vicino a un grande raduno di manifestanti a Cadillac Square. Qualcuno in una Dodge Durango grigia ha sparato in mezzo alla folla, colpendo il diciannovenne.
Un reporter di Detroit News stava facendo un video della protesta in diretta su Facebook in cui si sentono gli spari, che spingono le persone a scappare dalla zona, mentre altri chiamano la polizia per chiedere aiuto. "E' iniziata in modo pacifico e la stragrande maggioranza dei manifestanti è venuta qui con le migliori intenzioni e li applaudo per aver voluto farsi sentire", ha detto il capo della polizia in un'intervista telefonica al Detroit News. "Ma la situazione è stata aggravata da un piccolo gruppo".
Proteste anche a Dallas, dove una folla di dimostranti di è riunita di fronte al quartier generale della polizia della città texana. Il sindaco, Eric Johnson, in un tweet ha detto di "comprendere la rabbia e condividere il dolore" per quello che è successo a Minneapolis che è "inaccettabile". "Ma per favore rimanete pacifici", ha concluso il democratico afroamericano. Anche il sindaco di Denver, Michael Hancock, ha condannato "le non necessarie, insensate, distruttive" violenze che si sono avute nella capitale del Colorado. "Ancora una volta le violenze di pochi oscurano le legittime richieste di giustizia". Portland, in Oregon, è tra le oltre 20 città americane dove si sta protestando, con la polizia locale che ha dichiarato lo stato di rivolta e ordinato ai dimostranti di disperdersi.