Morte Floyd, tafferugli alla Casa Bianca. Trump portato nel bunker. Agenti usano granate stordenti
Cresce la protesta per la morte dell'afroamericano George Floyd. Da Minneapolis le manifestazioni hanno raggiunto la Casa Bianca. La polizia ha già fatto un primo sgombero facendo ricorso al lancio di lacrimogeni, gas urticante e granate stordenti. I manifestanti, però, continuano a presidiare la zona e con le mani alzate invocano appelli agli agenti: "Non sparate voi siete la minaccia". Trump accompagnato per sicurezza in un bunker della residenza
Sono passati pochi giorni dalla morte di George Floyd a Minneapolis e le proteste sono dilagate. Negli Usa i manifestanti hanno ottenuto ciò che chiedevano: l'arresto del poliziotto Derek Chauvin, accusato di aver provocato la morte per soffocamento per aver tenuto per 9 minuti il ginocchio sul collo dell'afroamericano a faccia a terra e disarmato. Eppure non basta. Ora la lotta è contro il razzismo sistemico. Da Minneapolis alla Casa Bianca, il movimento "Black Lives Matter" bussa alla porta della residenza del presidente degli Stati Uniti d'America.
The White House went dark, turning off almost all of its external lights, as protesters set fires nearby and thousands again defied curfews to demonstrate against police brutality. Smoke was seen rising near the Washington Monument. https://t.co/pmtsjrQp7l pic.twitter.com/0twHpsWjPk
— The New York Times (@nytimes) June 1, 2020
Per proteggere l'incolumità del presidente, Donald Trump è stato accompagnato in un bunker sotterraneo della residenza per quasi un'ora. L'episodio - reso pubblico dal New York Times, che cita una fonte a conoscenza diretta - sarebbe avvenuto quando la protesta si è infiammata davanti alla Presidenza. E probabilmente con lui sarebbero stati "messi in sicurezza" anche Melania e il figlio Barron.
Nella notte tafferugli e scontri tra i rivoltosi e il Secret service sono andati avanti per ore, con vetrine distrutte e cassonetti incendiati. A Lafayette Park di Washington, a pochi passi dalla residenza presidenziale, la folla ha acceso diversi grandi incendi. Polizia e militari hanno risposto con gas lacrimogeni, spray al pepe e granate stordenti. Le fiamme - subito estinte - hanno attinto anche l'ingresso della chiesa di St. John, nota come la chiesa dei presidenti perché frequentata da capi di Stato, Trump compreso.
Sono almeno cinquanta i feriti, secondo Fox News. Mentre sarebbero circa 4 mila le persone arrestate negli Stati Uniti dall'inizio delle proteste per la morte di George Floyd: lo riporta la Cnn. I primi arresti risalgono a martedì scorso, il giorno dopo la morte del cittadino afroamericano, soffocato durante l'arresto a Minneapolis. Rafforzato il cordone intorno alla residenza del presidente, blindata: a presidiare c'è anche la Guardia Nazionale.