Nasa, rientra la capsula Starliner: non raggiunge la Iss ma il test è positivo
La navicella avrebbe dovuto raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale, ma un problema al computer di bordo ha costretto il controllo missione a spostarla su un'orbita diversa per poi procedere con il rientro
È tornata sulla Terra la capsula Starliner, dopo il lancio che il 20 dicembre ha costretto a spostare il veicolo su un'orbita diversa da quella prevista.
Se l'obiettivo di raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale (Iss) non è andato a buon fine, per la Nasa il rientro del veicolo è comunque un primato: "è il primo atterraggio di una capsula costruita dall'america per trasportare astronauti", ha scritto in un tweet.
Today, @BoeingSpace’s #Starliner spacecraft safely returned to Earth with a bullseye landing. Although the spacecraft didn’t reach its intended orbit and dock to the @Space_Station, it did complete many test objectives for our @Commercial_Crew program: https://t.co/1jWkMI5oA6 pic.twitter.com/SEm2iKUviR
— NASA (@NASA) December 22, 2019
La Starliner era stata lanciata il 20 dicembre dalla base di Cape Canaveral (Florida) con un Atlas V per raggiungere la stazione spaziale in quello che avrebbe dovuto essere il suo ultimo volo senza equipaggio. Al momento della separazione dal lanciatore, però, il segnale del timer della capsula aveva indotto il computer di bordo a credere di trovarsi in una fase diversa della missione.
Di conseguenza la navetta ha cominciato a utilizzare una quantità eccessiva di propellente nella sua corsa verso la stazione spaziale e il centro di controllo a terra ha dovuto prendere il comando manuale della capsula per portarla su un'orbita sicura, diversa da quella programmata per la missione. Da allora nel centro di controllo i tecnici della Boeing e della Nasa hanno lavorato continuamente per tenere la capsula in una posizione stabile, in modo da limitare al massimo il consumo di carburante e assicurarsi in questo modo la possibilità di poter eseguire, in caso di necessità, più tentativi di atterraggio. Precauzioni d'obbligo, ma fortunatamente tutto è andato bene al primo tentativo.
Dopo l'ingresso nell'atmosfera terrestre i tre paracadute bianchi, rossi e blu si sono aperti al momento giusto per rallentare la discesa e poco prima di toccare il suolo lo scudo protettivo si è sganciato come previsto, lasciando gonfiare l'airbag che ha attutito l'impatto quando la capsula si è posata a terra, nell'area del White Sands Space Harbor.
Come la Crew Dragon della SpaceX, la Starliner della Boeing è stata costruita per la Nasa allo scopo di restituire agli Stati Uniti la capacità di trasportare uomini nello spazio dopo l'uscita di scena dello Space Shuttle, nel 2011. Da allora la navicella russa Soyuz è l'unico mezzo in grado di trasportare gli astronauti verso la Stazione Spaziale Internazionale.