Natale a Alzano. I "Nipoti di Babbo Natale" portano gioia agli anziani nell'epicentro della pandemia
Belle emozioni finalmente in una casa di riposo per anziani di Alzano Lombardo vicino Bergamo, la cittadina diventata tristemente nota in questo 2020 che sta per chiudersi, come uno degli epicentri dell'epidemia di Coronavirus in Italia.
Dopo mesi di isolamento, grazie all'associazione "I Nipoti di Babbo Natale", gli ospiti della casa di cura della Fondazione Martino Zanchi - uno dei primi centri a chiudere la sua porte ai visitatori dopo che, il 23 febbraio, un caso di COVID-19 era stato confermato nel vicino ospedale - hanno potuto celebrare il Natale con i doni e gli auguri dei bambini che li hanno "adottati" per le feste.
Celestina Comotti, residente da tempo nella struttura, ha reagito con un sonoro "Accidenti!" quando, scartando il suo dono, ha ricevuto, anche direttamente grazie a una videochiamata, gli auguri dai bambini di una famiglia che lei non ha mai incontrato. Celestina, 81 anni, si è sciolta in lacrime. "Sto tremando" ha detto aggiustandosi gli occhiali.
Alla fine di un anno triste, segnato dalla morte e dalla solitudine, un po' delle spirito delle feste è arrivato anche per gli anziani di questa casa di riposo di Alzano. Le persone che hanno fatto i regali e gli auguri hanno risposto all'appello dell'associazione che ha voluto diffondere un po' di gioia tra gli anziani residenti nelle case di cura, molti dei quali vivono lontano dalle loro famiglie o sono rimasti completamente soli.
Il programma "I nipoti di Babbo Natale" è al suo terzo anno. L'anno scorso ha accoppiato 2.550 "nipoti" con gli di 91 case di cura. Quest'anno, 5.800 regali sono stati spediti a 228 case di cura in tutta Italia. Una conclusione di speranza nell'anno che ha visto gli anziani pagare il prezzo più alto al contagio, sono stati loro infatti la maggior parte delle vittime confermate tra gli oltre 70.000 morti di Covid-19 nel Paese.