Natale a Dubai, accesa la "Cornice" più grande del mondo
Un sistema dinamico di LED cangianti illumina la Dubai Frame, attrazione turistica apena inaugurata e oggetto di una delicata controversia legale internazionale.
Nel gennaio scorso, dopo dieci anni di lavori e polemiche, era stata finalmente aperta al pubblico, ora, giusto in tempo per il periodo delle festività natalizie e di fine ano, la Dubai Frame ha una scenografica illuminazione. L'olandese Signify, ex Philips Lighting, ha fornito il sistema a LED cangianti che illumina la struttura situata nello Zabeel Park. Composta da due torri di vetro, alluminio, acciaio e cemento alte 150 metri collegate da un ponte di 93 metri, offre ai visitatori una vista a 360 gradi della città.
Simbolicamente la "Cornice" collega il passato con il suo lato rivolto verso nord sui quartieri della vecchia Dubai, tra cui Deira, Umm Hurair e Karama, e il futuro con il versante Sud proiettato verso i centri commerciali e i grattacieli di Sheikh Zayed Road e Burj Khalifa. Un polo di attrazione turistica che secondo le stime della città dovrebbe da solo attrarre due milioni di visitatori.
Una grande opera scenografica la cui realizzazione non è stata però immune da polemiche. Il design della "Cornice" viene da una idea dell'architetto di origine messicana Fernando Donis che oltre dieci anni aveva vinto con il suo progetto un concorso internazionale organizzato dal governo di Dubai. Oggi la sua idea è realizzata ma Donis sostiene di essere stato derubato della propria idea e ha citato in giudizio la città per aver infranto la legge sulla proprietà intellettuale.
La città comune di Dubai si è "appropriata della Dubai Frame senza pagare o accreditare la persona che l'ha ideata," ha raccontato l'anno scorso al New York Times Edward Klaris, un avvocato di New York che rappresenta l'architetto, "Si tratta di una grave violazione del diritto d'autore internazionale e di un triste caso di "bullismo" da parte di uno Stato sovrano che merita di essere sanzionato". Il comune di Dubai non ha risposto alle domande del giornale newyorkese a cui però fu messa a disposizione la corrispondenza in cui il governo dell'emirato respinge le accuse, notando che Donis ha ricevuto 100.000 dollari di premio per aver vinto la competizione e sostenendo che all'architetto mancavano le licenze locali necessarie per eseguire il progetto.