New York, 11 settembre 2001: il corpo di David De Feo non fu mai trovato. Lo straziante racconto
L'italoamericana Emmelina e Luisa raccontano i tragici momenti dell'11 settembre 2001. Sorella e mamma di David De Feo, l'ex militare lavorava nella Torre Sud del World Trade Center al 104esimo piano
di Domenico Di Cesare
"Il corpo di mio fratello David non è mai stato trovato, hanno rinvenuto solo il suo bancomat e il badge per entrare nel World Trade Center", spezza il cuore il racconto dell'italoamericana Emmeline. Vent'anni dopo dall'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001 il dolore trova lieve conforto nel ricordo e nella condivisione della tragedia con gli altri parenti delle vittime.
David De Feo lavorava da cinque anni nella Torre Sud al 104esimo piano, la seconda a essere colpita da un volo United Airlines 175 partito dall'Aeroporto Internazionale di Boston e diretto a Los Angeles con a bordo 51 passeggeri, 9 membri dell'equipaggio e 5 dirottatori.
"Non preoccuparti mamma, stai calma, ti voglio bene, non c'è nulla di cui preoccuparsi", racconta Luisa, mamma di David, durante un'intervista a 'La Voce di New York'. David fece diverse chiamate rassicuranti dopo il primo schianto avvenuto alle ore 8:46 del volo dell'American Airlines 11 sulla Torre Nord del World Trade Center. Nessuno avrebbe immaginato l'arrivo di un secondo aereo, 17 minuti dopo, alle 9:03, in diretta, contro la Torre Sud. "Mentre ero al telefono e guardavo la televisione lui fu colpito. Sapevo di averlo perso. Ho visto l'aereo colpirlo, è una cosa terribile vederlo davanti ai tuoi occhi".
"C'era tanta confusione", David era un ex militare, "credo abbia cercato una via d'uscita" dice Emmelina. Con lui c'era una collega, erano molto amici. "Suo marito ci ha poi raccontato che si sentiva gente urlare e lei ripeteva di non essere pronta per morire - continua Emmelina - Avevano una bambina di due anni, lei teneva un diario e ha chiesto al marito di prenderlo nel cassetto e di leggerlo alla figlia, si è fatta promettere che ogni giorno gli avrebbe parlato di lei".
La ricerca di David è continuata per giorni, mamma Luisa la ricorda così: "Ogni mattina Emmelina e Claudio (l'altro fratello) andavano a Manhattan in cerca di David. Tornavano scuri in volto e non dicevano nulla di ciò che avevano visto. Cercavano di proteggerci".
"Era come entrare in una città in guerra" Emmelina rivive quei momenti strazianti fatti di consultazione delle liste dei dispersi, a tratti interrotti dalle urla di disperazione degli altri familiari cui erano stati restituiti "brandelli di corpo".
Diversi giorni a seguire dagli attacchi alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001, "quando Rudolph Giuliani (ex Sindaco di New York) disse che non c'era altro da fare e che bisognava prendere i sacchi per i cadaveri, sono impazzita - continua Luisa - In una notte di stanchezza, nel sonno profondo, ho sentito la voce di Dio". È questa la sua consolazione, ma ammette "è stata dura, straziante. Convivo con il dolore e David mi manca".

Restano le foto, i momenti piacevoli trascorsi insieme. Il nome di David sul National September 11 Memorial & Museum è ora la sua tomba. "Ho trovato commovente il memoriale che è stato costruito a New York in ricordo delle vittime", due enormi vasche dove un tempo sorgevano le Torri, con i nomi delle vittime incisi sui bordi. Non c'è rabbia nelle parole di Emmelina, soltanto profonda tristezza: "Ricordo le parole di mio fratello Claudio, quando siamo andati al memoriale: guardare scendere quest'acqua è come vedere migliaia di lacrime, ci siamo molto commossi".
(Contributi fotografici concessi gentilmente da Emmelina De Feo)