"No è no". Le donne di Rio contro le molestie: ed è un altro Carnevale
"Prendendomi con la forza non avrai un bacio", "Il mio seno le mie regole", sono anche questi gli slogan che girano in alcune delle popolari feste di strada che animano il carnevale di Rio in questi giorni
Ana Lobo, ventinove anni al sesto mese di gravidanza, stava partecipando a una delle feste di quartiere che sono il cuore pulsante del Carnevale di Rio in questi giorni quando un uomo a cominciato a insultarla con delle offese per via del succinto top che portava. "Certi uomini credono di poter fare quello che vogliono con il tuo corpo..." conclude Ana prima di andare a una delle feste "femministe" organizzate in questi giorni.
La mobilitazione delle donne contro le molestie è una delle novità di questo Carnevale di Rio. Mentre nel mondo anglosassone il movimento #MeToo si concentra sulla gogna mediatica attraverso le denunce del mondo dello spettacolo, i gruppi organizzati di donne brasiliane approfittano dell'atmosfera gioiosamente erotica del Carnevale per affermare i propri diritti con messaggi molto chiari portati sul corpo con adesivi, collane, corone e magliette.
Il Carnevale in Brasile sta per entrare nel momento culminante ma in città come Rio è in realtà un evento che dura settimane caratterizzato dalle feste di quartiere, i popolari "bloco", durante i quali l'alcol scorre a fiumi, il caldo dell'estate dell'emisfero australe suggerisce di spogliarsi il più possibile e la gioia di vivere di ballare la samba tutta la notte.
Per queste ragioni, Debora Thome, reporter e studiosa della partecipazione delle donne alla vita politica brasiliana che nel 2015 ha inventato una di queste prime feste femministe di strada intitolata "Donne che vanno in giro", intervistata da AP dice che il Carnevale è un buon momento per combattere le molestie perché costringe a porsi la questione del rispetto nel bel mezzo di feste a cui partecipano persone praticamente nude: "Una donna può camminare nuda per la strada e nessuno dovrebbe sentirsi in diritto di toccarla."
Da allora queste feste di strada organizzata da donne e a cui partecipano artiste e band femminili si sono moltiplicate anche perché in Brasile il Carnevale è solo lo specchio di un problema molto più ampio. L'anno scorso furono ben 2154 le chiamate di emergenza alla polizia di Rio per denunciare violenze sessuali durante il Carnevale ma le statistiche ONU dicono che in Brasile in media viene uccisa una donna ogni due ore.
Migliaia di adesivi con la scritta "No è no", "Prendermi con la forza non ti farà guadagnare un bacio", "Il mio seno le mie regole" vengono distribuiti e i siti internet incoraggiano le donne a denunciare le molestie dando informazioni sulle stazioni di polizia più vicine. Claudia Morais, agente di polizia specializzata in crimini a sfondo sessuale, dice che è un passo nella direzione giusta e che le donne devono denunciare subito le aggressioni citando recenti modifiche nella legge brasiliana che rendono possibile l'accusa di stupro anche se non c'è stata penetrazione. Citando il caso di un uomo condannato per aver eiaculato su una donna in un autobus, Morais conclude che "almeno, un uomo che viene arrestato e va davanti a un giudice ci penserà due volte prima di aggredire di nuovo una donna."