Jose Manuel Santos riceve il Nobel per la Pace 2016: premiato l'accordo con le Farc
Il premio Nobel per la pace è stato assegnato al presidente colombiano Juan Manuel Santos per i suoi "risoluti sforzi" per giungere alla pace con i guerriglieri delle Farc e "porre fine a oltre cinquant'anni di guerra civile nel paese, una guerra che è costata la vita ad almeno 220 mila colombiani e causato quasi sei milioni di profughi" si legge nelle motivazioni del comitato Nobel.
Il premio Nobel per la pace 2016 è stato assegnato al presidente colombiano Jose Manuel Santos, come riconoscimento del suo impegno nel firmare un trattato di pace storico con il leader delle Farc, Rodrigo Londono. La bocciatura degli elettori colombiani - chiamati alle urne con un referendum - che inizialmente rendeva improbabile questa assegnazione, non ha intaccato il giudizio del Comitato norvegese per il Nobel.
"Il fatto che la maggioranza abbia votato no al referendum, non significa che il processo di pace sia morto: il referendum non ha bocciato il desiderio di pace, ma uno specifico accordo". È quanto è contenuto nella motivazione con cui il Comitato ha motivato l'assegnazione del Nobel per la Pace. "Noi speriamo che il premio gli dia la forza per continuare i i suoi sforzi" per arrivare ad un accordo, continua la motivazione, in cui si ricorda come il presidente abbia già incoraggiato tutte le parti a partecipare a nuovi negoziati. "Il Comitato auspica che tutte le parti partecipino in modo costruttivo ai negoziati".
In lizza per l'ambito premio: il presidente colombiano e il leader delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc), per la firma di un trattato di pace storico che avrebbe messo la parola fine a una guerra duranta più di 50 anni, Papa Francesco, il Segretario di Stato americano John Kerry, il candidato repubblicano alla Casa Bianca Donald Trump, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, capo della politica estera dell'Ue Federica Mogherini così come molti esperti nucleari per aver raggiunto nel 2015 l'accordo nucleare. Possibilità anche per l'informatore dell'Nsa, Edward Snowden e l'attivista dei diritti umani Svetlana Gannushkina.