Nuova Delhi scompare di nuovo nello smog. Fine della tregua da 'lockdown' per il coronavirus
Fino a settembre tutta la capitale indiana, che l'anno scorso primeggiava nella classifica delle città più inquinate del mondo, avevano goduto di una tregua a causa del rigido 'lockdown' imposto per arginare la diffusione del nuovo coronavirus.
La qualità dell'aria di Nuova Delhi si è deteriorata bruscamente martedì nel momento in cui i venti si sono placati portando il denso fumo proveniente dalla combustione delle stoppie nelle campagne della regione circostante a ristagnare sopra la capitale indiana. Lo smog ha ridotto in modo significativo la visibilità: l'indice di qualità dell'aria (AQI) è salito oltre i 300 su una scala di 500, indicando condizioni "pessime" che pongono la popolazione a rischio di problemi respiratori.
L'assenza improvvisa di vento ha lasciato in sospensione nell'aria inquinanti mortali come le PM 2,5, particelle di diametro inferiore a 2,5 micron che possono finire in profondità nei polmoni, causando malattie mortali e problemi cardiaci. Ogni inverno, una spessa coltre di smog si deposita sull'India del nord per una combinazione di fattori tra cui la combustione delle stoppie, le emissioni industriali e i gas di scarico dei veicoli. Dal primo ottobre, l'AQI medio di Nuova Delhi è stato più alto di oltre il 36% rispetto allo stesso periodo di un anno fa.
Fino a settembre tutta l'area metropolitana di Nuova Delhi, che l'anno scorso primeggiava nella classifica delle città più inquinate del mondo, avevano goduto di una tregua a causa del rigido 'lockdown' per arginare la diffusione del nuovo coronavirus.
Alla fine dello scorso aprile le immagini satellitari e quello dello skyline di Nuova Delhi parlavano chiaro: dopo un mese di 'lockdown" l'aria della metropoli indiana era limpida come non lo era mai stata negli ultimi venti anni. Con l'arrivo dell'inverno e l'allentamento delle misure anti-covid gli esperti temevano che le cose potessero rapidamente tornare come prima della pandemia. Le autorità indiane alcuni giorni fa avevano dunque lanciato un'allerta inquinamento, nel tentativo di ridurre i livelli di smog avvertendo che l'aria irrespirabile tipica della capitale durante l'inverno potrebbe rendere la pandemia di coronavirus ancora più pericolosa.
Il governatore della capitale, Arvind Kejriwal, aveva annunciato la campagna contro le polveri sottili a cominciare dal fumo causato causato dagli incendi agricoli e l'introduzione di un'applicazione mobile che permetterà ai cittadini di inviare foto e denunce contro contro chi inquina. "L'aria inquinata può essere assai pericolosa nella pandemia COVID-19. Entrambe danneggiano i polmoni", ha detto Kejriwal. Gli esperti sanitari dicono che gli alti livelli di inquinamento dell'aria per un periodo prolungato compromettono la resistenza alle malattie di chi vive a Nuova Delhi, una delle le città più inquinate del mondo, rendendole più suscettibili anche al coronavirus.
Già studi precedenti suggerivano che alti livelli di inquinamento atmosferico possono rendere le infezioni virali più pericolose. Si stima che più di un milione di indiani muoiano ogni anno a causa delle malattie legate all'inquinamento atmosferico.
L'India ha registrato il più piccolo aumento giornaliero di nuovi casi di coronavirus da metà agosto con 55.342 positivi nelle ultime 24 ore. Il bilancio del Ministero della Salute indiano di martedì ha portato il totale di casi confermati a più di 7,17 milioni dall'inizio della pandemia con 706 morti nelle ultime 24 ore che porta il numero totale delle vittime a 109.856. L'India ha ancora il più alto numero di nuovi casi giornalieri a livello globale, ma la tendenza è in costante diminuzione dall'inizio di settembre, quando si registravano più di 90.000 nuovi casi ogni giorno.