"Ora funziona": lo spazzino degli oceani inizia a ripulire il Pacifico
Secondo il suo inventore, il prototipo System 001/B è in grado di raccogliere rifiuti di ogni genere, dalle ruote di automobili a frammenti in plastica dalle dimensioni di 1 millimetro
Dopo una serie di tentativi il prototipo "System 001/B", la barriera galleggiante progettata per rastrellare rifiuti nel Pacifico spinta solo dall'azione delle correnti, sta funzionando.
Lo annuncia il suo inventore, il danese Boyan Slat che nel 2012, all'età di 17 anni, fondò l'organizzazione no-profit The Ocean Cleanup con l'obiettivo di ridurre le dimensioni della famigerata "isola di plastica" tra California e Hawaii, e che ha raccolto fondi per 35 milioni di dollari anche grazie all'intervento di alcuni miliardari tra cui il fondatore di Paypal Peter Thiel.
Varato nel giugno 2019 a Vancouver, il prototipo System 001/B rappresenta il secondo tentativo di mostrare l'efficacia del sistema e, secondo Slat, il grande braccio galleggiante starebbe raccogliendo con successo rifiuti di ogni genere, dalle reti da pesca abbandonate alle ruote di automobili, fino ai minuscoli frammenti di plastica dalle dimensioni di 1 millimetro.
Lo scorso anno, trainata in mare aperto, la barriera subì una rottura causata dall'intensità del vento e dall'azione delle grandi onde oceaniche, le riparazioni avevano richiesto diversi mesi. Inoltre, nel primo tentativo la barriera non era riuscita a raccogliere rifiuti poiché il suo movimento, determinato dalla spinta delle correnti marine, era solidale con quello dei rifiuti stessi. Per ovviare a questo problema il nuovo prototipo è stato dotato di un'ancora galleggiante, una sorta di "paracadute subacqueo" in grado di rallentarne la deriva consentendogli di intrappolare i rifiuti che si muovono più velocemente.
L'organizzazione di Slat, una delle poche attivamente impegnate nella raccolta dei rifiuti negli oceani, intende ora proseguire con lo sviluppo del sistema, producendo nuove barriere di dimensioni sempre maggiori.
Il Trash Free Seas Program dell'Ocean Conservancy, un'organizzazione ambientale senza scopo di lucro, stima che ogni anno vengano abbandonate o perse in mare durante le tempeste tra le 600.000 e le 800.000 tonnellate di attrezzi da pesca. Altre 9 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, tra cui bottiglie, buste, giocattoli e altri oggetti, affluiscono ogni anno nell'oceano attraverso spiagge e fiumi.
Slat intende rafforzare il dispositivo Ocean Cleanup per renderlo più forte e affidabile, in grado di restare in mare più a lungo ed essere "svuotato" una volta l'anno: "ci aspetta ancora molto lavoro".