"Oggi dovrei essere a scuola", sit in di protesta degli studenti delle superiori in tutta Italia
Gli studenti chiedono di riaprire le scuole in sicurezza: "La Dad non può essere il modello"
Scuole aperte, rientro immediato in sicurezza, maggiore investimento sui trasporti, screening periodico del personale scolastico e degli studenti e inserimento dei docenti più fragili nella prima fase del piano vaccinale. Sono le richieste del Comitato Priorità alla scuola che ha promosso un sit-in davanti al Miur, il ministero dell'Istruzione, a Roma.
"La didattica a distanza non può essere il modello", dice Leone, al quinto anno di liceo scientifico, che oggi era tra i quaranta studenti del comitato che torna a chiedere l'apertura in presenza e in sicurezza di tutte le scuole. Dopo aver spostato il rientro in presenza dal 7 all'11 gennaio, il Comitato assieme ad alcuni sindacati della scuola, alla Rete degli Studenti Medi del Lazio e i genitori, chiedono che la scuola sia davvero una priorità. Una delegazione di studenti è stata ricevuta dai funzionari del ministero che però "non hanno fatto altro che ripetere le stesse rassicurazioni che sentiamo da un anno" racconta ancora Leone che aggiunge "della scuola ci manca la socialità, ma anche l'attenzione dello stare in classe. Non è un discorso romantico, ma concreto. In questo paese sulla scuola si decide di giorno in giorno. Oggi dovevamo essere in classe e invece è stato rimandato tutto all'11. Ma senza garanzia di un rientro in sicurezza". Ora, la manifestazione si è conclusa e i ragazzi si sono spostati a piazza Montecitorio dove è in corso un sit in dei genitori.
In tutta Italia molti gli studenti che hanno organizzato sit in per chiedere di "riaprire le scuole in sicurezza" e aderito alla mobilitazione indetta dal comitato Priorità alla scuola. Tra le richieste, per quanto riguarda le scuole superiori, chiuse da quasi un anno, si auspica che la riapertura in presenza favorisca l'accoglienza e il recupero scolastico degli studenti fortemente penalizzati dal punto di vista didattico e psicologico a causa della Didattica a Distanza. Per questo motivo, inoltre, si auspica che l'attività in presenza non sia finalizzata solo alle necessità di valutare l'andamento scolastico degli studenti, bensì che il tempo sia utilizzato anche per aiutare a ricostruire le relazioni umane tra gli studenti e con i docenti. Si chiede anche l'annullamento delle prove INVALSI per l'anno scolastico in corso".
A Brescia gli studenti del liceo Calini si sono portati i banchi sul marciapiede e hanno affisso dei cartelli su cui si legge: "Oggi dovrei essere a scuola".
A Torino in piazza Castello, gli studenti delle scuole superiori hanno organizzato un flash mob contro lo slittamento del ritorno in presenza al 18 gennaio. I ragazzi del Laboratorio Studentesco hanno messo davanti al Palazzo della Regione Piemonte dei banchi vuoti, "come sono vuoti - dicono - quelli delle aule nelle scuole". "La dad non risolve nessun problema - spiega Bianca portavoce di Last - vogliamo la riforma della scuola e bisogna investire sui trasporti e sulla sanità". Molto i cartelli in cui viene rivendicato il diritto allo studio, a tornare in classe in presenza, con le istituzioni che vengono accusate "di non aver fatto nulla per risolvere il problema". "Casa non è scuola", ribadisce Bianca. Gli studenti, come nel film 'Attimo fuggente', sono saliti sui banchi e hanno acceso dei fumogeni. Insieme ai ragazzi in piazza c'erano anche gli insegnanti e i genitori del movimento Priorità alla scuola.
A Milano, manifestazione a sorpresa davanti al provveditorato agli studi. I ragazzi hanno simbolicamente bloccato gli accessi con il nastro che si usa per i lavori in corso e esibito uno striscione in cui la siglia Dad di didattica a distanza diventa "Dannazione Azzolina Dimettiti' e altri che dicevano 'Il Miur nuoce gravemente alla sicurezza degli studenti'.
Ritorno a scuola in ordine sparso
Dal 7 gennaio si torna in aula nelle scuole elementari e nelle medie, oltre a quelle dell'infanzia (con eccezioni in Calabria, Campania e Puglia); le scuole superiori di secondo grado rivedranno in aula i ragazzi da lunedì 11 gennaio, con presenze al 50%. Ma non sarà così per tutto il Paese. L'Alto Adige, infatti, ha deciso di tentare un ritorno verso la normalità e, da giovedì 7 gennaio, apre anche gli istituti superiori con presenze fino al 75% e con un minimo del 50%". In Piemonte, invece, i ragazzi delle superiori tornano in aula da lunedì 18 gennaio. Friuli Venezia Giulia, Veneto e Marche, già nella giornata di lunedì scorso avevano deciso, con ordinanze, di rinviare a fine gennaio le lezioni in presenza e di proseguire fino a quella data, al 100%, con la didattica e distanza.