Open Australia. 72 tennisti in quarantena in hotel: nessuna deroga per allenarsi
L'appello di Djokovic non è stato accolto e c'è chi si allena nella camera d'albergo
Le decine di stelle del tennis poste in quarantena negli hotel prima dell'apertura degli Australian Open non beneficeranno di "alcun trattamento preferenziale" per potersi allenare. E' la decisione delle autorità australiane che risponde dunque con un netto "no" alle richieste espresse da Novak Djokovic, numero 1 del mondo.
Nel fine settimana alcuni passeggeri sono risultati positivi al Covid-19 su tre dei 17 voli che hanno trasportato i giocatori e il loro entourage. Per questo motivo i 72 tennisti che si trovavano a bordo, poco più di un quarto dei 256 attesi, non potranno allenarsi prima dello scadere dei 15 giorni previsti per prevenire la diffusione del contagio.
Costretti a spedire palline contro i muri delle stanze d'albergo, i giocatori hanno chiesto un allentamento delle misure di isolamento per essere pronti l'8 febbraio, quando dovrebbe iniziare il primo torneo del Grande Slam 2021. Djokovic, che ha superato il Covid la scorsa estate, ha viaggiato su un volo in cui nessun caso è stato identificato ed è quindi stato autorizzato ad allenarsi, ma si è fatto portatore delle richieste dei colleghi chiedendo agli organizzatori del torneo per esempio di trasferirli in abitazioni private dotate di campo da tennis.
Il primo ministro dello Stato di Victoria, Daniel Andrews, ha tuttavia respinto questa richiesta, dicendo che le autorità non annulleranno le misure messe in atto. "La gente è libera di fare domande, ma la risposta è no. Non c'è un trattamento speciale qui. Il virus non tratta nessuno in modo speciale e quindi nemmeno noi", ha detto.
In totale a Melbourne in isolamento in albergo ci sono dunque ben 72 giocatori e, pare, il primo positivo, la cui identità non è stata svelata. Altre nove persone legate al torneo a vario titolo sarebbero risultate positive e in quarantena.
C'è che si lamenta sui social del trattamento e della nebulosità delle informazioni preventive, ma quei pochi che hanno provato a mettere il naso fuori dalla camera per parlare con un collega o un trainer sono stati già minacciati di multe salatissime o di essere trasferiti in hotel con poliziotti a ogni piano a controllarli. "E' un comportamento inammissibile" li ha bacchettati il commissario per la quarantena nello Stato, Emma Cassar, respingendo le critiche di coloro che negano di essere stati a conoscenza delle restrizioni cui si rischiava di andare incontro in caso di contatto con persone positive. "Se l'avessi saputo non ci sarei proprio venuta", hanno twittato la romena Sorana Cirstea e la kazaka Yulia Putintseva. Gli organizzatori hanno cercato di mettere loro a disposizione attrezzi nelle camere per allenarsi.
La gran parte dei tennisti iscritti al torneo, tra i quali 14 tra azzurri e azzurre, è comunque in quarantena a Melbourne ma può uscire dagli alberghi per allenarsi per cinque ore al giorno. Novak Djokovic e Rafael Nadal, ma anche Jannik Sinner, Serena Williams e Naomi Osaka sono stati fatti sbarcare invece nella più tranquilla e isolata Adelaide, aumentando i malumori.
Day 4/14 - I played tennis without a tennis ball or tennis court pic.twitter.com/JE1hNAQ6zD
— Heather Watson (@HeatherWatson92) January 18, 2021