P.A. Draghi: "Patto importante ma ancora molto da fare, quasi tutto"
La pandemia e il Recovery Plan "richiedono nuove professionalità, investimenti in formazione e richiedono nuove forme di lavoro", ha detto il premier in occasione della firma del 'Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale'
"Il patto" che si firma oggi "è sicuramente un evento di grande importanza, è il primo passo ma molto se non quasi tutto resta da fare, c'è veramente molto da fare". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi intervenendo alla firma del 'Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale' insieme al ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil.
"Si spendono ben 48 euro, e lo dico ironicamente, per la formazione e un solo giorno alla formazione del personale pubblico". Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio Mario Draghi, in occasione della firma del 'Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale' insieme al ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Draghi ha ricordato anche che "l'età media - del personale - oggi è 50, quasi 51 anni, 20 anni fa era di 43 anni, dal punto di vista demografico, per ragioni che vengono da eventi lontani, c'è stato un progressivo indebolimento della struttura demografica della P.a.".
La pandemia e il Recovery Plan "richiedono nuove professionalità, investimenti in formazione e richiedono nuove forme di lavoro" ha detto il premier in occasione della firma del 'Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale'. "Se voi pensate allo sviluppo dello smart working, e ci sarà anche una parola italiana adatta per descriverlo, - è l'inciso di Draghi - a come è cambiato il nostro modo di lavorare. Nuove professionalità richiedono investimenti e nuove regole".