Là dove amministrazioni illuminate lo permettono, nascono e stanno nascendo spazi per la memoria completamente nuovi. Spesso “d’autore” ma sempre più frutto di un lavoro interdisciplinare, questi nuovi cimiteri abbandonano il vecchio modello di “campo santo”, e sembrano tornare a un antico respiro di sacralità: escono dai confini, trasformano lo spazio per i morti in parchi e giardini per i vivi. Attraversando i cimiteri “senza architetti” dell’Africa, le necropoli dell’antichità e i nostri cimiteri storici, Emanuela De Leo racconta, in Paesaggi cimiteriali europei, come le nuove forme di pensare all’ultimo riposo si fondono con il paesaggio.