Pannella, vita e politica. Il film delle battaglie del leader radicale
Negli ultimi tradizionali appuntamenti radiofonici della domenica prima della malattia, Marco Pannella ha rivendicato costantemente l'età del Partito Radicale: il più longevo partito della storia della Repubblica, l'unico ad attraversare indenne 60 anni di politica italiana. Mai toccato dalle inchieste sul malaffare o travolto dai rivolgimenti internazionali - il PR, disegnato a immagine e somiglianza del suo leader, ha cambiato pelle - come nel 1988 quando si è trasformato in Partito transnazionale e transpartito - ma è rimasto fedele alla tradizione originaria delle battaglie laiche per i diritti civili.
E per il partito radicale il leader abruzzese ha vissuto una vita in cui il personale non è esistito se non come fatto politico, a cominciare dal corpo, vera e propria arma della pratica nonviolenta derivata e tradotta da Ghandi attraverso i digiuni, gli scioperi della sete e le disobbedienze civili. La vita e la politica di Marco Pannella sono la stessa cosa come raccontano queste immagini.
Bastian contrario per antonomasia, sempre all'opposizione del potere e anche dell'opposizione, come ama ripetere, Marco Pannella ha tentato, tra successi e sconfitte, di imporre in Italia il dibattito sulle libertà civili, la giustizia e lo Stato di diritto, attraverso una serie infinita di lotte condotte secondo il denominatore comune della legalizzazione: divorzio, aborto, abolizione della leva obbligatoria, legalizzazione delle droghe, eutanasia, abrogazione del Concordato, abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, referendum per la "giustizia giusta", amnistia, abolizione della pena di morte, fino all'ultima in corso quella per far codificare all'ONU il diritto umano alla conoscenza.