Parlamento della Corea del Sud approva l'impeachment per la presidente Park
La decisione del Parlamento passa alla Corte Costituzionale, dove almeno 6 giudici su 9 devono confermare il voto dei deputati. Una decisione che dovrà arrivare al massimo in 180 giorni.
Dopo le proteste popolari, il Parlamento della Corea del Sud ha votato l'impeachment della presidente Park Geun-hye, aprendo di fatto una stagione di incertezza politica nel Paese. La decisione dei parlamentari dovrà essere confermata dalla Corte Costituzionale, con tempi che potrebbero prolungarsi. Ci potrebbero volere ancora mesi prima che la Park sia definitivamente rimossa dall'incarico e, almeno sulla carta, non si può escludere che rimanga al suo posto. Nel frattempo, Park è semplicemente privata dei poteri esecutivi, trasferiti al premier Hwang Kyo-Ahn; ma mantiene il titolo e rimarrà alla Blue House, il palazzo presidenziale, fino a quando la Corte Costituzionale non approverà l'impechment.
Sulla carta, la Corte potrebbe esprimersi a favore della Park, visto che tutti i 9 giudici sono stati scelti dalla presidente o dal suo precedessore. Ma la forte pressione dall'opinione pubblica, largamente contraria alla presidente, potrebbe influire sulla decisione, anche in considerazione del fatto che un numero significativo dei deputati dello stesso partito della Park, Saenuri, le hanno votato contro.
Chi è Hwang Kyo-Ahn, un uomo della 'macchina amministrativa', non eletto, nominato dalla Park nel maggio 2015
Hwan non è affatto popolare e non è neppure sostenuto dall'opposizione che controlla il Parlamento e che presumibilmente bloccherà qualsiasi suo tentativo di estendere la sua azione oltre l'ordinaria amministrazione. È probabile che il Paese affronti un prolungamento della paralisi attuale, in una fase tra l'altro di rallentamento della crescita economica, aumento della disoccupazione e minacce costanti da parte dei vicini nordcoreani.
Elezioni presidenziali e i papabili candidati
Se la Corte accettasse l'impeachment, la Park sarebbe definitivamente defenestrata e si dovranno tenere nuove elezioni presidenziali, entro 60 giorni. In questo caso i sondaggi danno in testa Moon Jae-in della principale forza di opposizione, il Partito Democratico; ma la sua posizione appare insidiata da Lee Jae-Myung, il sindaco di Seongnam che ha cavalcato l'ondata populista contro la presidente Park. Un altro candidato probabile sarà il segretario generale
dell'Onu, Ban Ki-moon, che ha già manifestato l'intenzione di tornare alla politica in patria una volta che, a fine anno,
scadrà il suo mandato.