PewDiePie vs.T-Series, la guerra per il dominio su Youtube a colpi di iscritti (e carte bollate)
Il primato dello youtuber svedese è conteso dall'etichetta discografica indiana che si è rivolta all'Alta Corte di Delhi
La querelle tra la superstar svedese di YouTube PewDiePie e il suo principale rivale T-Series, potrebbe arrivare in tribunale. L'Alta Corte di Delhi ha chiesto alla piattaforma Youtube di rimuovere entro due settimane due video di PewDiePie. I due brani rap ritenuti dalla Corte altamente offensivi sono Diss Track/Bitch Lasagna e Congratulations, nelle quali Arvid Ulf Kjelberg, lo youtuber con più iscritti al mondo (o quasi), in arte PewDiePie, inciterebbe con le sue parole e con giudizi razzisti all'odio contro la comunità indiana.
La denuncia all'Alta Corte di Delhi è stata fatta dalla Super Cassettes, l'editore musicale indiano delle TSeries, oggi in cima alla classifica dei canali di Youtube in India. L'editore accusa lo youtuber di avere scritto testi volutamente provocatori per riguadagnare la posizione perduta, dopo essere stato scalzato dalle T-Series.
Uno contro l'altro
La competizione tra i due canali va avanti da tempo e ha guadagnato l'attenzione della stampa internazionale, visto che dietro c'è anche un enorme giro di soldi. Forbes ha recentemente denunciato i rischi potenziali della graduale acquisizione di YouTube da parte delle aziende che inevitabilmente porterebbe a un impoverimento della creatività che fu alla base della nascita della piattaforma di video. Per questo motivo ha invitato i lettori a "lasciar perdere" il triste spettacolo Pewdiepie vs. T-Series. Entrambi i canali, si legge nell'articolo, sono stati irresponsabili, dando priorità alla crescita dei follower a scapito della pubblicazioni di contributi utili creando un "disservizio per la piattaforma e la comunità". A oggi le cifre su cui viaggiano entrambi sono di 94 milioni di iscritti circa, con un leggero vantaggio di T-Series.
Chi sono gli sfidanti
PewDiePie, pseudonimo di Felix Arvid Ulf Kjellberg, classe 1989, è uno youtuber svedese. Il suo canale, creato nel 2010, ha raggiunto il milione di iscritti nel 2012. Il 6 settembre 2015 ha raggiunto i 10 miliardi di visualizzazioni, divenendo il primo a raggiungere tale cifra; nel mese di aprile 2019, il suo canale YouTube conta oltre 94 milioni di iscritti. Oltre alle sue attività online, PewDiePie ha fatto comparse anche in altri media, tra cui radio e TV e ha scritto un libro. A 21 anni ha vissuto per un lungo periodo in Italia con la compagna, la youtuber Marzia Bisognin, in arte CutiePieMarzia.
T-Series è un'etichetta discografica indiana e una compagnia di produzione cinematografica. Su YouTube ha una rete multicanale composta da 29 canali, gestiti da una squadra di 13 persone. Il canale principale di T-Series contiene video musicali indiani (musica di Bollywood e Indi-pop) così come i film trailer di Bollywood, e carica diversi video ogni giorno. Il canale T-Series conta 67 miliardi di visualizzazioni.
Per un iscritto in più
Quella che sembrava una semplice una sfida a colpi di video è diventata col tempo una competizione sempre più accesa. Tutto è iniziato quando l'azienda musicale indiana T-Series gestita da Krishan Kumar ha ingaggiato una "battaglia" per il titolo di canale YouTube con più iscritti provando a scalzare PewDiePie, detentore del titolo dal 2013. Facendo appello alla comunità indiana sempre più connessa, è riuscito nell'intento in diverse occasioni nel 2019. La prima volta è accaduto il 27 Marzo. Da allora è iniziato un saliscendi in classifica seguita minuto per minuto da diversi "contatori on line" e da milioni di utenti in tutto il mondo.
Alcuni YouTuber hanno dimostrato il loro supporto a PewDiePie, così come molti suoi follower. In particolare MrBeast (17 milioni di iscritti) ha comprato cartelloni e pubblicità radiofoniche in North Carolina per convincere le persone a iscriversi al canale di PewDiePie e ha realizzato un video di se stesso dove ripete "PewDiePie" per 100,000 volte per oltre 12 ore. Altri, come Carry Minati (circa 7 milioni di iscritti) e Jus Reign (1 milione di seguaci) hanno offerto il loro sostegno a T-Series. L'attivismo degli iscritti di PewDiePie si è allargato anche al di fuori della competizione stessa spingendosi fino all'hackeraggio di siti web e alla proliferazione di account fasulli creati ad hoc, pur di far iscrivere sempre più persone al canale del loro favorito. Fino agli "insulti" a ritmo di rap.
Il risultato? Una sfida sempre più accesa, purtroppo anche nei toni, e follower in più per tutti. Ma a quale prezzo?
La mossa di PewDiePie
Da oggi però qualcosa potrebbe cambiare. Qualche giorno fa PewDiePie ha annunciato che dal 14 aprile i suoi video in streaming saranno distribuiti in rete mediante la piattaforma Dlive, basata su blockchain, anche se continuerà a pubblicare su Youtube video registrati. Un accordo, quello tra lo Youtuber e Dlive, forse mosso più da motivazioni politiche che economiche, visto che guadagna già oltre 11 milioni di dollari all’anno. L'annuncio è arrivato dopo l'ennesima polemica in cui si è trovato coinvolto: una petizione, firmata da oltre 80mila persone, che chiede la messa al bando del suo canale accusato di essere una piattaforma di diffusione delle idee di suprematismo bianco dopo che il suo nome era comparso tra gli ispiratori dell’autore della strage nelle moschee di Christchurch in Nuova Zelanda.
Non è la prima webstar a rivolgersi a piattaforme autonome per evitare le polemiche e avere maggiore indipendenza, ma è il primo a scegliere la blockchain, tecnologia sempre più diffusa tra i giovani che sono la gran parte del suo pubblico. Bisogna tener conto però che l’iscrizione al suo canale Dlive è a pagamento, mentre quella al suo canale YouTube no. Tra le motivazioni del passaggio allo streaming su Dlive ci sono, ha ammesso, anche le elevate percentuali sugli introiti trattenute da YouTube (tra il 30 e il 50%). Dlive invece non trattiene per sé nessuna commissione sugli incassi quando uno spettatore dona fondi a uno streamer o si iscrive a un canale: i creatori di video ricevono il 90,1% delle donazioni e delle sottoscrizioni, mentre il 9,9% va in un fondo che premia gli utenti che accettano di essere coinvolti nella governance della piattaforma. Le remunerazioni sono in LINO, una criptovaluta convertibile in bitcoin.