Pianeti più ospitali della Terra? Ecco i candidati
Dovrebbero essere più antichi, poco più grandi, leggermente più caldi e possibilmente più umidi del nostro
La Terra non è necessariamente il miglior pianeta nell'Universo per lo sviluppo della vita. Secondo i ricercatori, al di fuori del Sistema solare ce ne sarebbero almeno una ventina in grado di offrire condizioni più favorevoli. Alcuni di questi, inoltre, potrebbero orbitare attorno a stelle "più adatte" del Sole.
Uno studio condotto da Dirk Schulze-Makuch, scienziato della Washington State University, pubblicato di recente sulla rivista Astrobiology, analizza nel dettaglio le caratteristiche che dovrebbero avere i pianeti per essere "super-abitabili" e individua 24 candidati tra i circa 4500 esopianeti finora scoperti.
Per definire i criteri di super-abilitabilità e trovare buoni candidati, Schulze-Makuch ha collaborato con gli astronomi René Heller del Max Planck Institute for Solar System Research e Edward Guinan del Villanova University. "Abitabilità" non significa che questi pianeti ospitino sicuramente la vita, ma sono nelle condizioni di poterlo fare.
La stella giusta
Gli scienziati sono partiti selezionando dall'archivio Kepler Object of Interest Exoplanet quei sistemi planetari con più alta probabilità di avere pianeti nella "zona abitabile", che orbitano a una distanza tale dalla loro stella da consentire la presenza di acqua allo stato liquido.
Il nostro Sole ha un periodo di vita relativamente breve, meno di 10 miliardi di anni. Dal momento che sulla Terra ci sono voluti quasi 4 miliardi di anni prima che vi comparisse una qualsiasi forma di vita complessa, molte stelle simili al nostro Sole, chiamate G stars, potrebbero esaurire il combustibile prima che si sviluppi la vita.
Oltre a cercare stelle G più fredde, quindi, gli scienziati hanno rivolto l'attenzione anche ai sistemi di stelle nane K, più fredde, meno massicce e meno luminose del nostro Sole ma con un ciclo di vita compreso tra i 20 e i 70 miliardi di anni. Questo consentirebbe ai pianeti orbitanti di essere a loro volta più "vecchi", dando più tempo alla vita di raggiungere la complessità che abbiamo qui sulla Terra.
Com'è fatto il pianeta ideale
Tuttavia, per essere abitabili, i pianeti non dovrebbero essere così vecchi da aver esaurito la loro energia geotermica e il campo geomagnetico di protezione. La Terra ha circa 4,5 miliardi di anni, ma i ricercatori sono convinti che l'ideale per la vita sarebbe un pianeta tra i 5 e gli 8 miliardi di anni.
Importanti anche dimensioni e massa. Un pianeta del 10% più grande della Terra dovrebbe avere maggior superficie terrena abitabile. Da un pianeta 1,5 volte la massa della Terra ci si aspetta che sia in grado di trattenere più a lungo il suo calore interno e l'atmosfera, grazie a una maggiore forza di gravità.
L'acqua è l'elemento chiave per la vita, e gli autori sostengono che averne un po' di più rispetto alla Terra sarebbe di aiuto, specialmente sotto forma di nuvole e umidità. Cinque gradi di temperatura media in più, inoltre, potrebbero essere più favorevoli. Sulla Terra, infatti, nelle zone più calde e umide è presente maggior biodiversità, al contrario delle zone aride e fredde.
Tra i 24 pianeti individuati nessuno di questi rispetta tutti i criteri elencati, ma uno di loro possiede 4 di queste caratteristiche fondamentali, rendendolo potenzialmente molto più confortevole per la vita rispetto al nostro pianeta. "A volte è difficile accettare il concetto di pianeta superabitabile perché tendiamo a credere di avere il miglior pianeta possibile", ha detto Schulze-Makuch. "Abbiamo una gran quantità di forme di vita complesse, e molte in grado di sopravvivere in ambienti estremi. E' un bene avere la presenza di vita adattabile, ma questo non significa che abbiamo il meglio di tutto".
Questi corpi celesti si trovano tutti a oltre 100 anni luce da noi, ma Schulze-Makuch è convinto che lo studio potrà essere utile per il futuro lavoro di osservatori come il James Web Space Telescope della Nasa, il Luvior space observatory e il telescopio spaziale Plato dell'Esa. "Con l'arrivo dei nuovi telescopi, avremo molte più informazioni, quindi è importante selezionare alcuni obiettivi", ha detto Schulze-Makuch, "dobbiamo concentrarci su quei pianeti che offrono le condizioni più promettenti per la vita. Tuttavia non dobbiamo bloccarci nella ricerca di una seconda Terra, perché potrebbero esserci pianeti più adatti alla vita del nostro".