Polemiche accordo Germania con BioNTech per 30 mln di vaccini. Galli: "Non eravamo noi i furbetti?"
"Ma non eravamo noi i furbetti?", è il commento del professor Massimo Galli, responsabile del reparto malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano, dopo la diffusione di un presunto accordo bilaterale tra la Germania e la società tedesca BioNTech sull'acquisto di 30 milioni di dosi fuori dall'accordo quadro stretto dall'Unione Europea. Il Commissario Domenico Arcuri ha commentato: "Non si interrompa una bella pagina d'Europa"
"Se confermata" la notizia dell'acquisto da parte della Germania di 30 milioni di dosi del vaccino Pfizer-Biontech è, "posso dire, come minimo inelegante. Non eravamo noi i furbetti che facevamo delle cose pur di garantirci dei vantaggi? Non è una procedura né corretta né gradevole da sentire", ha dichiarato il professor Massimo Galli, direttore del centro di malattie infettive del Sacco di Milano a 'Stasera Italia', su Rete 4, tra i primi vaccinati in Italia.
Il riferimento è al presunto accordo tra la Germania e Pfizer/BioNTech su altre 30 milioni di dosi di vaccino, che, secondo quanto riferito dal ministero della Salute, si aggiungerebbero alle 55,8 milioni di dosi dello stesso immunizzante già previste dall'accordo fatto dall'Ue. Il ministro della Sanità tedesco, Jens Spahn, che secondo un sondaggio avrebbe superato persino Angela Merkel nella classifica dei politici più popolari nel Paese, ha parlato di "No al nazionalismo dei vaccini" in una intervista alla tv pubblica Zdf. "Il fatto che il primo, e finora unico vaccino approvato a livello Ue provenga da una casa farmaceutica tedesca non deve implicare vantaggi per questo Paese", ha sottolineato Spahn.
Il governo tedesco spera di aumentare la produzione di vaccini da parte della tedesca BioNTech, e del suo partner statunitense Pfizer, e esclude che la licenza venga trasferita ad altre società come proposto dall'opposizione di sinistra. "Il nostro obiettivo è che da febbraio e marzo possano essere prodotti più vaccini in Germania, il che aumenterebbe notevolmente la nostra capacità", ha spiegato il ministro.
Nel frattempo BioNTech ha acquisito uno stabilimento a Marburg (Ovest) dalla società svizzera Novartis, con la prospettiva di aumentarne la produzione. Complessivamente i tedeschi riceveranno oltre 300 milioni di dosi, comprendenti oltre a quello di Pfizer-BioNTEch, i vaccini sviluppati da AstraZeneca, CureVac e Moderna. Spahn aveva annunciato che la Germania avrà entro la fine dell'anno 1,3 milioni di dosi del vaccino Pfizer/BioNTech e che, da gennaio, ogni settimana 700.000 dosi saranno consegnate ai centri di vaccinazione negli stati federali. Secondo i dati diffusi dal ministro sono previste dalle 3 alle 4 milioni di dosi in gennaio, entro il primo trimestre dell'anno Spahn conta di avere a disposizione tra le 11 e i 13 milioni dosi, che dovrebbero essere sufficienti per la vaccinazione di circa 6,5 milioni di persone, dato che il farmaco necessita di due somministrazioni.
E intanto le azioni di BioNTech, che ha creato con il colosso farmaceutico Pfizer il primo vaccino contro il Covid-19, continuano ad aumentare. Va da sé che Ugur Sahin, il tedesco di origini turche che ha cofondato l'azienda a Mainz in Germania con sua moglie Özlem Türeci, abbia raggiunto un nuovo traguardo personale: secondo Bloomberg è già tra i 500 uomini più ricchi al mondo.