In piazza a Varsavia per solidarietà con i migranti respinti alla frontiera
Protesta contro i respingimenti al confine con la Bielorussia. I manifestanti sventolavano bandiere fatte con coperte termiche che ricordano le dure condizioni alle quali vengono esposti i profughi, costretti a passare giorni e notti nei boschi
Una marcia di solidarietà con i migranti dall'Iraq, Siria e l'Afghanistan, che da alcuni mesi cercano di attraversare la frontiera fra Bielorussia e Polonia ma vengono respinti dalla Guardia di frontiera, si è svolta oggi pomeriggio nel centro di Varsavia. Con gli slogan "Stop alle torture alla frontiera" e "Nessuno è illegale" alcune migliaia di persone hanno protestato contro il trattamento disumano riservato ai profughi, compresi donne e bambini, che una volta bloccati per essere entrati illegalmente in territorio polacco vengono caricati sui mezzi di trasporto militari e riportati alla frontiera bielorussa spesso senza far attenzione al loro stato di salute.
I manifestanti sventolavano bandiere fatte con coperte termiche che ricordano le dure condizioni alle quali vengono esposti i profughi, costretti a passare giorni e notti nei boschi.
Secondo la Guardia di frontiera soltanto ieri 524 persone hanno tentato di entrare in Polonia. Tre giorni fa è stato trovato il corpo di un cittadino siriano di 24 anni; si tratta di sesta vittima trovata dall'inizio della crisi.
Lungo tutta la frontiera fra i due stati - 187 chilometri, è anche la frontiera orientale dell'Unione europea - dal 2 settembre scorso è in vigore la stato di emergenza; il divieto di ingresso comprende anche la stampa. Due giorni fa Varsavia ha deciso che lungo questo confine il filo spinato sarà sostituito da un muro su modello di quello già esistente fra Grecia e Turchia; il costo stimato è di 360 milioni di euro.