Primi vaccinati in Italia: medici, infermieri e anziani. Da nord a sud è partita sfida al Covid-19
Tutti concordano che il percorso sarà lungo, intanto l'Italia insieme all'Europa traccia la prima barriera al coronavirus Covid-19. Un momento storico dopo quasi un anno di pandemia a tratti incontrollata. Dopo la prima, più devastante la seconda, la speranza è arginare nuove ondate di infezioni e ulteriori decessi
La professoressa Maria Rosaria Capobianchi, l'infermiera Claudia Alivernini e l'operatore sociosanitario Omar Altobelli sono stati i primi in Italia a ricevere il vaccino anti-Covid all'Istituto Nazionale Malattie Infettive Spallanzani di Roma. Nel giorno della vaccinazione in Europa, parte dalla capitale quello che sarà destinata a diventare una campagna di vaccinazione di massa.
A Torino tra i primi vaccinati c'è il medico Sergio Livigni dell'ospedale Bosco. In Puglia la prima vaccinata è la dottoressa Lidia Dalfino presso il Policlinico di Bari, che subito dopo la somministrazione della dose ha esultato "Evviva". Dopo di lei altre due donne hanno ricevuto il vaccino Pfizer-BioNTech: una specializzanda e una infermiera. A Catanzaro, il primo vaccinato è un infermiere dell'Azienda Ospedaliera Mater Domini. L'infettivologo Rodolfo Punzi è il primo dei vaccinati stamane nell'ospedale Cotugno di Napoli, tra i luoghi simbolo in città della lotta al Covid e presidio vaccinale per tutta l'Azienda ospedaliera dei Colli. Stamane, prima del via alle somministrazioni, era presente anche il presidente della Regione. Alice Soldà, 58 anni, lavora al pronto soccorso dell'ospedale di Schiavonia ed è stata la prima operatrice sanitaria padovana. Emozionata, ma tranquilla ha dichiarato: "Abbiamo vissuto momenti molto difficili, adesso speriamo che vada tutto bene".
All'ospedale di Codogno, nel Lodigiano, tre operatori in rappresentanza di medici (ci sarà anche il primario del Pronto Soccorso) e infermieri saranno il simbolo di questa giornata di vaccinazione in Italia. Le operazioni avverranno nelle stesse stanze dove lo scorso 20 febbraio venne seguito il tampone che portò all'identificazione del primo caso in Italia, quello del 38enne Mattia Maestri, il cosiddetto 'paziente 1'.
Tra gli infettivologi c'è anche Matteo Bassetti: "Sono molto contento e sono tranquillo: è il trionfo della scienza e della ricerca scientifica, un grande progresso. Speriamo che ora inizi la rivincita contro il virus", ha dichiarato il direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale Policlinico San Martino di Genova dopo essersi vaccinato. "Mi auguro che il 2021 sarà un po' meno pesante per il mondo sanitario che ha dovuto affrontare la malattia. Oggi vaccinarsi deve essere un messaggio verso chi è scettico. Dobbiamo far sì che tutto il sistema sanitario si vaccini, altrimenti anche quella minima parte - ha aggiunto Bassetti - potrebbe essere il tallone d'Achille del nostro sistema".