Rai, intitolata ad Albino Longhi la palazzina del Tg1
Orfeo: grande rigore professionale. Maggioni: resta un modello
Da oggi si chiamerà Palazzina Albino Longhi la sede che negli studi Rai di Saxa Rubra ospita la redazione del Tg1, da lui guidato per ben tre volte, nell'82, nel '93 e ancora nel 2000.
"Quello che tutti ricordano di Albino Longhi è il suo mix di straordinaria simpatia, forza e grande livello professionale", esordisce l'attuale direttore del Tg1, Andrea Montanari, nel corso della cerimonia di intitolazione, alla quale hanno partecipato amici, colleghi e 'allievi', da Antonio Di Bella ad Alberto Matano ed Enrico Mentana (con Longhi al Tg1 appena 27 enne), insieme ai figli Benedetta, Gabriele e ai nipoti di Longhi. "Ma ricordo anche il reportage che facemmo sul G8 di Genova - prosegue Montanari -: era un giornalista che non aveva dubbi quando si trattava di mandare in onda una denuncia forte".
"Uomo di emergenze e anche di decisioni importanti", concorda il direttore generale della Rai Rai, Mario Orfeo, ricordandone "il rigore professionale" e l'intervista di Biagi a Gheddafi. "Con una battuta spesso ci dicevamo: 'se combiniamo un disastro ci mandano Albino Longhi'".
Un direttore, prosegue la presidente Monica Maggioni, "capace di tradurre in ogni lavoro la sua visione delle cose, del mondo e del rapporto con la realtà. Quindi, sì, essere elementi di mediazione, ma davanti a una notizia non c'era storia, andava raccontata. Alcune persone sono in grado di modificare il corso delle cose, la storia delle persone. Passare di qua e leggere il nome di Longhi per me vuol dire che alcune cose cambiano i destini collettivi, che non è vero che è tutto uguale o che siamo tutti uguali. Magari farà venire in mente ad altri giornalisti, molto dopo di noi, che c'era qualcuno con una certa storia. Per me il nostro lavoro parte ancora da lì, dalle storie delle persone che rappresentano dei modelli e dei percorsi possibili"