Regno Unito, prima sconfitta in tribunale per Meghan Markle contro gli editori del Mail on Sunday
Il giudice ha respinto parti del reclamo della Duchessa del Sussex
Il Mail on Sunday ha vinto il primo round della battaglia legale contro la Duchessa del Sussex per la pubblicazione di una lettera che Meghan scrisse a suo padre, Thomas Markle. La duchessa, insieme al marito Harry, aveva denunciato il tabloid accusandolo di aver "rubato" la lettera per poi pubblicarla senza il permesso dell'autrice e non per intero, ma solo per stralci, "con il chiaro scopo di mettere in cattiva luce la coppia". E anche di aver "rovinato il rapporto tra padre e figlia".
L'ex attrice americana - che, insieme a suo marito, il principe Henry, ha smesso di rappresentare la monarchia britannica alla fine di marzo - aveva citato in giudizio il giornale per la pubblicazione di cinque articoli - due nel Mail on Sunday e tre sul Mail Online- nel febbraio 2019. La duchessa denunciava un uso improprio di informazioni private, la violazione del copyright e la violazione del Data Protection Act, tutte accuse negate dall'editore.
La sentenza
Il giudice della Royal Courts of Justice Mark Warby ha respinto l'accusa secondo cui la pubblicazione del testo abbia "causato" problemi tra Meghan e suo padre e il fatto che il gruppo avesse "un'agenda" per pubblicare storie offensive su di lei.
Nella sentenza, il giudice Mark Warby ha dato quindi ragione ai legali del gruppo editoriale che avevano chiesto che queste due accuse fossero stralciate in un'udienza che si è tenuta in remoto la scorsa settimana. Secondo loro, la tesi della duchessa - secondo cui suo padre, già "vulnerabile", fosse stato "molestato e umiliato", "manipolato" e "sfruttato"- non doveva far parte del processo; il team legale aveva anche sostenuto che lei non poteva sapere come Thomas Markle si sentisse, visto che non gli parlava da prima del matrimonio, nel maggio 2018.
Il giudice ha tuttavia chiarito che le questioni sollevate potrebbero tornare alla ribalta in una fase successiva del processo (se sufficientemente fondate da un punto di vista giuridico), di cui peraltro non è ancora stata fissata una data. In una dichiarazione rilasciata dopo la sentenza, un portavoce dello studio legale Schillings, che rappresenta Meghan, ha sostenuto che la sentenza "chiarisce come gli elementi chiave di questo caso non cambino e continueranno a essere portati avanti. I diritti della duchessa sono stati violati, sono stati superati i confini legali sulla privacy".
La duchessa di Sussex, che da marzo si è trasferita con il marito e il figlio Archie a Los Angeles, negli Stati Uniti, ha già detto che qualsiasi tipo di indennizzo sarà devoluto in beneficenza contro il bullismo. Dal canto suo, il tabloid britannico ha sempre respinto le accuse, in particolare che la lettera sia stata modificata per cambiarne il significato.
In ogni caso, nel frattempo, Harry e Meghan hanno annunciato di voler cessare ogni tipo di rapporto con quattro tabloid britannici (The Sun, The Mirror, The Mail e The Express) e hanno giustificato la decisione sostenendo che pubblicano 'fake news'.