Rimosso Antoci dal Parco dei Nebrodi. Fondazione Caponnetto e 21 sindaci: "Regalo alla mafia"
Antoci è stato l'autore del "Protocollo di legalità" per gestire il Parco, documento che cinque mesi fa è stato inserito nel nuovo Codice antimafia, per impedire che la mafia dei pascoli potesse fare razzie del territorio e percepire a man bassa i fondi europei
Il rilancio oggettivo del Parco dei Nebrodi (la più grande area naturale protetta della Sicilia); Minacce; un agguato dal quale è scampato (Era il 18 maggio 2016, quando qualcuno sparò contro l'auto su cui viaggiava il presidente. Antoci ne uscì illeso grazie alla blindatura della vettura e all'intervento della scorta); la solidarietà dei sindaci (che sfilarono al suo fianco); l'onorificenza al Merito della Repubblica Italiana conferitagli dal presidente Sergio Mattarella; Giuseppe Antoci è stato revocato dall'incarico di Presidente del Parco dei Nebrodi dal governo siciliano. Lo spoil system adottato dal governatore Nello Musumeci non risparmia neanche l'eroe antimafia, il cui mandato sarebbe scaduto il prossimo ottobre. Antoci ringrazia sarcasticamente il presidente della Regione siciliana: "Attraverso la mia rimozione e il relativo commissariamento del Parco, mi ha fatto comprendere, in maniera inequivocabile, da quale parte sta. Nonostante tutto indietro non si torna, la strada ormai è tracciata".
L'addio di Antoci
"Grazie, sono stati anni intensi, a tratti difficili, ma pieni di amore e di passione - scrive lo stesso Antoci - L'amore per l'ambiente, per il territorio, per uno sviluppo sostenibile che si percepiva già dall'inizio potesse ripartire. Sono stati anni di risultati. Ho assunto la Presidenza del Parco dopo dieci anni di commissariamenti, trovandolo depotenziato, mortificato e considerato, nonostante il valore dei suoi dipendenti e dei suoi dirigenti, un carrozzone. E siamo partiti. Insieme ai sindaci, insieme a tutti coloro che hanno voluto dare una mano, a poco a poco verso una strada di crescita, di dignità e di rispetto delle regole. Sì, siamo proprio ripartiti e a poco a poco abbiamo cominciato, insieme, a ritagliarci pezzi di successo che fanno e faranno parte di una storia chiara ed inequivocabile che nessuno potra' oscurare e che ha dimostrato che i Nebrodi, il suo territorio, fatto di gente perbene, di cittadini laboriosi e di amministratori onesti potevano insieme scrivere una nuova pagina di sviluppo, di tutela dell'ambiente, nel rispetto dei principi fondamentali della trasparenza e della legalità. In questo percorso siamo riusciti a rimettere in moto un pezzo di territorio fra i più belli del mondo al quale sono e rimarrò legato per la vita. Abbiamo rimesso in un circuito virtuoso tante aziende che, anche attraverso la creazione del marchio Nebrodi Sicily, hanno avuto la possibilità di allargare i loro spazi imprenditoriali, creando anche rapporti con partners stranieri".
"Abbiamo portato al centro dell'interesse turistico coloro che vengono in Sicilia a tal punto che nella stagione del 2017, su un campione di 44 differenti nazionalità, si è registrato un aumento esponenziale su tre mete principali: Taormina, Isole Eolie e Parco dei Nebrodi - continua Antoci - Oggi, il valore sotto il profilo del prezzo agli allevatori, per esempio per il suino nero dei Nebrodi, è notevolmente aumentato come si è notevolmente abbassato il livello dei furti e degli abigeati che gli stessi subivano e che, grazie ai controlli nel territorio, hanno ridato serenità alle aziende agricole. Gli importantissimi incontri internazionali tenutesi al Parco hanno coinvolto le migliori menti ambientali del mondo, facendo diventare il territorio dei Nebrodi fucina di proposte nazionali ed internazionali. La collaborazione con gli ordini professionali, come ad esempio con l'Ordine dei Geologi, ha consentito al Parco di creare un Centro Studi per il dissesto idrogeologico, esperienza sul piano nazionale effettuata solamente in Liguria, nelle Cinque Terre. Sono risultati che, uniti alla forte vicinanza delle altre Istituzioni, Prefettura, Forze dell'Ordine, Società Civile e Associazionismo, hanno rappresentato un percorso che oggi si chiude con una semplice parola: Grazie. Grazie a tutti coloro che mi hanno aiutato". "Come ho amato dire io in questi anni, 'il Parco come casa di vetro'. È con questo sentimento - prosegue Antoci - che, appresa la notizia dell'esercizio dello Spoils System allargato anche alla Presidenza del Parco dei Nebrodi, attraverso il quale il Presidente Musumeci ha esercitato il suo ruolo commissariando l'Ente, mi accingo a lasciare il mio incarico con la consapevolezza di consegnare al mio successore un Parco sano contabilmente, nuovo nell'immagine e stracolmo di turismo che negli ultimi anni ne ha invertito una tendenza che invece era al ribasso".
Le reazioni
Molto legato all'ex governatore Rosario Crocetta, che lo nominò alla presidenza del Parco, per Antoci si prospettava una candidatura alle politiche con il Partito Democratico. Non è accaduto né per lui né per Crocetta. Il senatore uscente Beppe Lumia, anche lui escluso dalla liste del Pd, parla della scelta di Musumeci come di un "regalo alla mafia".
La pensa così anche la Fondazione Antonino Caponnetto che ha espresso la propria preoccupazione per la rimozione di Antoci dalla presidenza del Parco dei Nebrodi. "Antoci ha operato molto bene - afferma Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto - e al di sopra delle parti politiche. In Sicilia rimuovere chi combatte contro la mafia non è mai una bella cosa, per questo siamo preoccupati per la sicurezza di Antoci, il cui rischio di incolumità da oggi aumenta esponenzialmente. La Fondazione Caponnetto ovviamente non lascerà solo Antoci in questo momento difficile e si porrà al suo fianco nella lotta contro la mafia dei terreni".
Attraverso una lettera, ventuno sindaci esprimono "preoccupazione. Dopo anni di commissariamenti abbiamo finalmente visto ripartire l'ente che è diventato volano di sviluppo e attrattiva turistica". E sottolineano il riconoscimento ottenuto dal Parco con il Premio continentale per l'ambiente, "assegnato all'unanimità da ben 400 stati membri e mai ricevuto da un italiano e da un'area protetta italiana. Citare le battaglie sulla legalità che noi tutti, insieme al presidente Antoci, abbiamo portato avanti in questi anni sarebbe semplice".