Scatole di Natale per strappare un sorriso nell'Italia dei nuovi poveri
Nell'anno della pandemia di coronavirus, in Italia, 7,6 milioni di famiglie hanno subito un peggioramento del tenore di vita
E' partita in sordina ed è diventata subito virale l'iniziativa benefica 'Scatole di Natale', che invita chiunque a preparare in casa un pacco dono da regalare a chi ne ha più bisogno. Tutto è iniziato da Marion Pizzato di Milano, "una cittadina senza nessuna associazione dietro", ma che ne ha trovate tante cui destinare le scatole preparate dai milanesi. Il suo invito perché il 2020 si chiuda con una cosa bella da ricordare è rimbalzato sui social e in tutta Italia sono tantissimi quelli che hanno aderito all'iniziativa. Anche perché farlo è semplice:
Basta prendere una scatola e mettere dentro 1 cosa calda (guanti, sciarpa, cappellino, maglione, coperta), 1 cosa golosa, 1 passatempo (libro, rivista, sudoku, matite), 1 prodotto di bellezza (crema, bagno schiuma, profumo) e 1 biglietto gentile".
L'obiettivo è far avere un regalo da mettere sotto l'albero di Natale anche a chi si trova in difficoltà economica e non può permetterselo. Sono stati migliaia i pacchi preparati in ogni città d'Italia dove sono stati organizzati molti punti di raccolta.
Sono 5 milioni gli italiani che hanno difficoltà nel mettere in tavola pasti decenti e 600mila le persone che si sono aggiunte ai poveri. Il secondo rapporto Censis - Tendercapital ha evidenziato come 7,6 milioni di famiglie abbiano subito un peggioramento del tenore di vita; 23,2 milioni quelle che hanno dovuto fronteggiare delle difficoltà con redditi familiari ridotti; 2 milioni gli italiani che sono già stati duramente colpiti nella prima ondata della pandemia e 9 milioni coloro che hanno integrato i redditi da familiari o banche.
Dal rapporto emerge una società in affanno, che a causa della pandemia vede ampliarsi le disparità. Così la sostenibilità sociale, che si intreccia con quella ambientale ed economica, in futuro non potrà più affidarsi al solo intervento dello Stato, ma dovrà contare sui buoni investimenti di una finanza capace di trasferire risparmi all’impatto sociale, con imprese che operano come una comunità.
L'allarme povertà è stato rilanciato da tutte le associazioni che operano nel campo. A Roma a giugno 2020 sono stati consegnati +600% di beni alimentari rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Le tre mense della Caritas di Roma per i più poveri hanno avuto un aumento del 50% da aprile a giugno.
"Vediamo arrivare al nostro centro ascolto e di distribuzione di viveri nuove persone in difficoltà economiche - spiega il Parroco della Parrocchia di San Martino I Papa, Don Antonio Pompili - persone ben vestite, molti tra questi giovani, con una casa di proprietà che sino a ieri conducevano una vita normale ma che nel giro di poche ore non sanno di che mangiare, non sanno come pagare l'affitto, non possono pagare le utenze domestiche e che hanno sicuramente bisogno anche di un grande sostegno umano. Ogni mese raccogliamo i prodotti alimentari e di prima necessità che i parrocchiani, o persone che conoscono la nostra opera, ci donano e che noi distribuiamo settimanalmente ai nostri assistiti. Tra la pandemia, la paura del contagio e incertezza economica abbiamo registrato una diminuzione delle donazioni del 70%. Invitiamo le persone, soprattutto in questo momento di nascita del Signore a donare prodotti alimentari di prima necessità, come accettiamo molto volentieri aiuti di persone volenterose che vogliono dedicare alcune ore del loro tempo nella consegna di alimenti ai nostri amici meno fortunati". E la situazione è la stessa in molte città italiane. Ecco perché una semplice scatola può fare la differenza, anche solo portando un sorriso.