Scuola, sciopero contro la Dad in 60 città: "Riaprire in presenza dopo Pasqua"
In piazza per chiedere la riapertura in presenza, in sicurezza e in continuità di tutti gli istituti scolastici
In 60 città si svolgeranno le mobilitazioni per lo sciopero nazionale della scuola, con lo sciopero dalla Didattica a Distanza da parte di studenti e docenti, per chiedere la riapertura in presenza, in sicurezza e in continuità di tutti gli istituti scolastici, dal nido all'università non oltre il 7 aprile. La mobilitazione è stata indetta da Priorità alla Scuola in concomitanza con lo sciopero proclamato dai Cobas, a cui ha già dato la sua adesione il Coordinamento Nazionale Precari Scuola.
Le mobilitazioni nelle principali città sono previste a Roma, alle ore 10, a Montecitorio; a Milano, alle ore 17.30, a piazza XXIV Maggio; a Napoli, alle ore 10, a piazza Dante; a Firenze,alle ore 9.30, a piazza Santissima Annunziata. E' previsto anche uno sciopero del trasporto pubblico locale proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti, Faisa-Cisal, Ugl-Fna e Cobas con orari e modalità diverse da città a città.
Con la mobilitazione nazionale, Priorità alla Scuola, inoltre, chiede che una parte consistente del Recovery Fund sia riservata al rilancio della Scuola pubblica: servizi educativi per l'infanzia, scuola dell'obbligo, superiori di secondo grado, dal nido all'università, il diritto allo studio deve essere tra le vere priorità del Paese; inoltre, si chiede di garantire un incremento della spesa pubblica annua portandola almeno ai livelli della media europea, pari al 5% del PIL.
Il primo urgente provvedimento di riforma - secondo i promotori - riguarda l'immediata riduzione del numero di alunni/e per classe, fissando un tetto massimo di venti, abolendo ogni possibilità di accorpamento per le classi successive. Si chiede che i finanziamenti del Recovery Fund siano utilizzati per il potenziamento di tutto il personale scolastico, con un piano di assunzioni e di stabilizzazione dei docenti precari, adeguamento degli spazi e degli edifici scolastici, con ripristino di vecchi edifici e realizzazione di nuovi.
Una famiglia su 4 senza Internet
In Italia più di una famiglia su 4 (25,3%) non dispone di un accesso Internet a banda larga in grado di supportare massicci flussi di dati e collegamenti audio video necessari alla DAD la didattica a distanza. E’ quanto emerge dall'analisi dell’Unione europea delle cooperative (Uecoop) su dati Istat in riferimento alle mobilitazioni in 60 città per lo sciopero nazionale della scuola contro la Didattica a Distanza da parte di studenti e docenti, per chiedere la riapertura in presenza di tutti gli istituti scolastici, dal nido all'università.
Le regole di distanziamento e le precauzioni per limitare il diffondersi del contagio hanno comportato - sottolinea Uecoop - uno stravolgimento globale della scuola fra turni di ingresso, rimodulazione degli spazi e delle lezioni. Con l’emergenza Covid è esplosa la didattica a distanza che si scontra però con il divario digitale che - evidenzia Uecoop - colpisce di più le regioni del sud, dalla Sicilia alla Calabria, dalla Basilicata al Molise fino alla Puglia dove in media 1 casa su 3 non dispone di un collegamento on line in grado di supportare grandi flussi di dati spiega Uecoop su dati Istat.
Il diritto all'istruzione oltre a essere costituzionalmente tutelato è anche il presupposto per la costruzione del futuro delle nuove generazioni, soprattutto in un momento delicato come quello attuale dove le conseguenze dell’emergenza Covid hanno già provocato una drammatica caduta del Pil e l’impatto della pandemia sulle lezioni e i cicli di apprendimento degli studenti - conclude Uecoop - rischia di costare al Paese uno svantaggio competitivo importante e a lungo termine con il resto del mondo.