Scuole, studenti di nuovo in classe per i corsi di recupero. Le foto
Oggi inizia il nuovo anno scolastico 2020/2021
Riaprono oggi le scuole, con i corsi di recupero: primo test post lockdown. Inizia oggi il nuovo anno scolastico 2020/2021: gli insegnanti tornano a scuola per le prime riunioni e la pianificazione delle attività didattiche, in attesa del ritorno a scuola degli studenti. E riaprono le scuole anche per il recupero degli apprendimenti. In alcuni casi questo verrà fatto in presenza, in altri, per il secondo grado, a distanza, a seconda dell'autonoma scelta delle singole scuole.
Il "primo giorno" al liceo Volta di Milano
A Milano, tra i primi istituti a riaccogliere gli studenti per i corsi di recupero, c'è il liceo scientifico Volta di via Benedetto Marcello, uno dei più importanti della città che conta oltre 1.200 studenti iscritti e più un centinaio di lavoratori. "Siamo pronti a ripartire, tenendo la guardia alta e mettendo in atto tutte le cautele e gli accorgimenti indicateci dalle autorità sanitarie", ha detto il dirigente scolastico Domenico Squillace.
Per frequentare i recuperi, sia di classe che individuali per chi ha avuto debiti e insufficienze in alcune materie, si entra ad orari scaglionati, con le classi che superano quasi tutte i venti alunni (alcune arrivano a 29) ridotte a metà: "metà classe frequenta un giorno e l'altra metà il giorno successivo per quattro giorni a settimana - ha spiegato il preside -. Così da avere in aula tra 13 e 15 alunni per ogni classe". Tra le misure prese: la mascherina indossata per tutte le ore, oltre al distanziamento tra i banchi (singoli) di 1,20m e l'intervallo in aula. Sul fronte sanificazione, anche i ragazzi faranno la loro parte: ognuno disinfetterà il banco a fine lezione e lo stesso faranno i professori a fine ora. Un nuovo anno in lockdown e con la didattica a distanza "sarebbe un problema - ammette Squillace - ma cerchiamo di essere sereni".
Tra i ragazzi la paura del virus non supera la "felicità di tornare finalmente in classe". Anche tra i docenti c'era voglia di tornare in cattedra: alla professoressa di Matematica e Fisica, oltre agli alunni è mancata "la lavagna", dice scherzando mentre entra in classe. "Difficile dire se ho più paura o felicità - dice la professoressa di inglese -: io io ho 60 anni e mi chiedo se saremo davvero al sicuro" ma "un nuova chiusura sarebbe una perdita, abbiamo fatto il possibile tutti ma la scuola è una cosa diversa dalla didattica a distanza. Il lavoro è stato fatto, il piacere di farlo si era perso".