Sette disertori della Corea del Nord nello studio Ovale della Casa Bianca: incontro con Donald Trump
Intanto preoccupano le ambizioni nucleari del presidente americano. Gli Usa sarebbero pronti a introdurre delle bombe nucleari a basso potenziale: il Pentagono ha fatto sapere di voler rinnovare il suo arsenale, scelta dettata principalmente dalle azioni russe degli ultimi anni
Un incontro 'potenzialmente provocatorio', nei confronti di Kim Jong-un, dopo il clima di distensione (almeno tra le due Coree) che si sta creando in vista delle Olimpiadi di Pyeongchang. E così, fa discutere il ricevimento nello studio Ovale della Casa Bianca di sette disertori della Corea del Nord. "Vedremo cosa succederà, ma forse qualcosa di buono può venire fuori dalle Olimpiadi" ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ai giornalisti presenti. Le sue parole, però, sembrano riflettere le preoccupazioni dell'amministrazione americana.
Secondo il New York Times, che cita fonti ufficiali americane e sottolinea come tale circostanza metta in evidenza ancora una volta le spaccature interne all'amministrazione Usa, la Casa Bianca sarebbe frustrata. Trump avrebbe chiesto nei giorni scorsi maggiori opzioni militari, quelle necessarie in sostanza per sferrare un attacco contro la Corea del Nord. Il nodo da sciogliere è: come contrastare la minaccia rappresentata dal programma nucleare di Pyongyang? Un'azione frettolosa potrebbe portare alla catastrofe, per questo il Pentagono frena e vaglia l'introduzione di nuove bombe nucleari a basso potenziale.
Nel frattempo resta alle cronache l'incontro con il gruppo di disertori, le cui storie hanno "dell'incredibile e sono di vera ispirazione" - secondo il tycoon. Nello studio Ovale era presente un banchiere a conoscenza delle operazioni del regime oltreoceano, un ex prigioniero politico e Ji Seong-ho che ha subìto l'amputazione di una gamba. A quest'ultimo, scappato dalla Corea del Nord nel 2006, è stato riservato un posto d'onore - solo qualche posto di distanza da Melania Trump - durante il discorso sullo stato dell'Unione.