Si perdono sull'Etna: soccorsi e tratti in salvo. E il vulcano non si ferma: 17esima eruzione
Sette ragazzi delle province di Enna e Caltanissetta che avevano deciso di recarsi sull'Etna, anche attratti dall'eruzione in corso, si sono smarriti mentre nella zona Nord percorrevano la pista Altomontana, sentiero che collega i due versanti del vulcano attivo più alto d'Europa. Nella notte nuovo evento parossistico con fontane di lava, emissione di cenere dal cratere di Sud-Est e forti boati. Nube eruttiva alta oltre 9 Km, chiusi spazi aerei intorno all'Etna.
Sono stati recuperati e salvati dal Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano (SASS) e dal corpo forestale. A lanciare l'allarme erano stati gli stessi giovani che, al sopraggiungere dell'oscurità avevano perso l'orientamento. I tecnici della stazione Etna Nord del SASS hanno localizzato il gruppo tramite il sistema di rilevamento Sms locator, e attraverso indicazioni telefoniche li hanno indirizzati verso il rifugio Timparossa, dove hanno potuto trovare riparo in attesa dei soccorsi.

Le squadre d'intervento, raggiunta la zona del rifugio con i mezzi fuoristrada e a piedi nell'ultimo chilometro, a causa del percorso innevato, hanno ritrovato i ragazzi infreddoliti, ma in buone condizioni di salute. Il ritrovamento è avvenuto mentre dal cratere di sud-est era già partito il 17esimo evento parossistico dell'anno sull'Etna con violenti boati, fontana di fuoco, emissione di cenere e colate.

Diciassettesima eruzione sull'Etna dove dalla tarda serata di ieri si è stata registrata una nuova attività parossistica con fontane di lava, emissione di cenere dal cratere di Sud-Est e forti boati. La nube eruttiva - secondo i dati stimati dagli esperti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-Osservatorio etneo (Ingv-Oe) di Catania - ha raggiunto durante la notte un'altezza di circa 7.000 metri sul livello del mare disperdendosi in direzione Sud-Sud-Ovest. In particolare, è presente un trabocco lavico dall'orlo orientale del cratere di Sud-Est che si espande nella parte alta della Valle del Bove. Da una 'bocca' attiva alla base meridionale dello stesso cratere c'è una debole attività esplosiva e l'emissione di una colata che avanza in direzione sud-sud-est, riversandosi nel settore occidentale della Valle del Bove. Il tremore vulcanico durante la notte è rimasto su livelli molto alti.
Nube eruttiva alta oltre 9 Km
L'eruzione prosegue da questa mattina con un livello alto di energia. l'ingv-oe di Catania stima che la nube eruttiva emessa dal cratere di sud-est ha superato i 9.000 metri sul livello del mare con cenere e lapilli che si dirigono in direzione sud-sud-ovest. Il fenomeno è accompagnato da fontana di lava e violenti boati che si sentono anche da grandi distanze. Continua anche l'attività effusiva: il trabocco lavico dall'orlo orientale del cratere di sud-est è ancora alimentato e si riversa nell'alta parte della Valle del Bove, con il fronte avanzato che si attesta a circa 2.600 metri sul livello del mare. La colata che si dirige verso sud-est è anch'essa alimentata e si riversa nella parte occidentale della Valle del Bove con il fronte che ha raggiunto circa quota 2.000 metri. Il flusso lavico che si espande in direzione sud-ovest è alimentato e il fronte sembra attestarsi a circa 2.600 metri sul livello del mare.
Nelle prime ore del mattino è rimasta invariata l'attività esplosiva agli altri crateri sommitali. L'andamento temporale dell'ampiezza media del tremore vulcanico ha evidenziato una continua crescita dei valori sino a circa le 8.00 quando ha iniziato a mostrare una diminuzione significativa del gradiente di crescita che al momento delinea un andamento semi-stazionario su livelli molto alti. La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore vulcanico continua ad essere localizzata in corrispondenza del cratere di sud-est ad una elevazione compresa tra 2.400 e 2.600 metri sul livello del mare.
Nel pomeriggio l'attenuazione dell'attività esplosiva
Nel pomeriggio è andata a diminuire l'attività esplosiva al cratere di sud-est, tuttavia il primo trabocco lavico, che si è diretto nella Valle del Bove, e il secondo trabocco, che ha raggiunto la base orientale del cratere di sud-est, sembrano meno alimentati. Personale INGV conferma che il fronte del flusso lavico di Sud Ovest si attesta a circa 2600 metri sul livello del mare così come alla stessa quota è giunto il fronte del flusso di Sud, Sud-est. Nella zona è stata verificata anche la ricaduta di lapilli di circa 1 cm a Rifugio Sapienza e di uno strato sottile di cenere a Nicolosi e Catania. In una nota l'osservatorio Etneo dell'Ingv segnala che "continua la diminuzione dei valori di ampiezza media del Tremore Vulcanico che si sono portati su livelli medio alti con tendenza al decremento. Il centroide delle sorgenti del tremore vulcanico è localizzato in corrispondenza del Cratere di SE ad una elevazione compresa tra 2500 e 2700 m. L'attività infrasonica è ulteriormente diminuita e si è riportata sui livelli che hanno preceduto l'evento parossistico ed è attualmente localizzata nell'area del Cratere di Nord Est e della Bocca Nuova / Voragine. Le serie temporali delle stazioni GNSS e tilt non mostrano variazioni sostanziali".
La Sac, società che gestisce i servizi dell'aeroporto di Catania, ha reso noto che, in seguito alla fine dell'emergenza legata all'attività eruttiva dell'Etna, lo spazio aereo attorno al vulcano è stato riaperto e lo scalo è tornato operativo. Potrebbero comunque verificarsi ritardi. I passeggeri possono informarsi sullo stato del proprio volo con le compagnie aeree. Informazioni sull'operatività generale dell'aeroporto sono disponibili sul sito dell'Aeroporto.