Singapore è tutta per Kim Jong-un, in attesa di dividere la scena con Donald Trump
Il leader nordcoreano ha incontrato il premier di Singapore, Lee Hsien Loong: "Grazie per i suoi sforzi sinceri". E prima di raggiungere il primo ministro ha sfilato per le strade della città-Stato accolto da una folta folla locale
"Il mondo intero sta guardando a questo storico meeting tra Kim Jong-un e gli Stati Uniti d'America. Siamo riusciti a completare i preparativi per il summit". È un passaggio della dichiarazione che il leader nordcoreano ha reso, con l'ausilio di un interprete, durante l'incontro con il premier di Singapore, Lee Hsien Loong. "Grazie per i suoi sforzi sinceri", ha detto Kim rivolgendosi al primo ministro.
Lo storico summit tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim, si terrà il 12 giugno a Singapore. Il faccia-a-faccia che, nelle intenzioni di Washington, punta a smantellare il programma nucleare nordcoreano, segue almeno sette decenni di ostilità segnati da una sanguinosa guerra e picchi di tensione estrema, fino a qualche settimana fa.
E mentre si attende Trump, che arriverà sull'isola nelle prossime ore, si cerca ancora di capire da chi è formata la delegazione nordcoreana. Tra i volti noti c'è quello di Kim Yong-chol, braccio destro del leader di Pyongyang ed emissario del governo nordcoreano negli Stati Uniti.
Perché Singapore
Legge e ordine: è questa la caratteristica di Singapore, la città-Stato situata alla punta estrema della penisola malese, prescelta per il vertice tra il presidente Usa, Trump, e il leader nordcoreano, Jong-un. Singapore è uno dei Paesi con il più basso tasso di criminalità al mondo e proprio per questo è stata prescelta tra una rosa di nomi di città politicamente neutrali.