Siria. Migliaia di profughi senza rifugio dopo le inondazioni. L'allarme dell'Onu
Le forti piogge nel nordovest hanno reso ancora più drammatica la situazione di decine di migliaia di sfollati interni
Tende distrutte, effetti personali smarriti e cibo perso nel bel mezzo dell'inverno. È questo il bilancio contenuto in una nota dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), in cui si afferma che almeno 196 campi di sfollati interni a Idlib e Aleppo hanno subito danni, con molte strade che portano ai campi interrotte per le forti piogge.
Almeno 67.600 tende sono state colpite, più di 3.760 distrutte e oltre 7.720 danneggiate: "Migliaia di persone sono state trasferite temporaneamente, molte delle quali hanno bisogno di un riparo, cibo e supporto per prodotti non alimentari immediatamente e a lungo termine". "La pioggia e le basse temperature fanno inoltre emergere la continua necessità di carburante e riscaldamento, vestiti invernali, coperte, cibo, mezzi di sussistenza e acqua, servizi igienici e prodotti per l'igiene", ha detto Mark Cutts, vice coordinatore regionale dell'Ocha.
Senza una sufficiente "preparazione per l'inverno", senza che vengano preparati rifugi e campi per resistere alle dure condizioni e mantenere al caldo gli occupanti, le persone bisognose potrebbero ricorrere a meccanismi pericolosi, come bruciare materiali per produrre calore aumentando il rischio di focolai di incendio e fumi tossici, ha detto l'agenzia Onu. La probabilità di incendi accidentali è aumentata dalle difficoltà nell'accesso a combustibili sicuri, a causa della scarsità e dei prezzi elevati del carburante, nonché del generale deterioramento economico nel nord-ovest della Siria, ha aggiunto. Nell'ultimo mese, sono stati segnalati circa 17 incendi che hanno colpito 28 famiglie, distrutto 28 tende, provocando un morto e sette feriti.
L'Ocha riferisce inoltre che, nel frattempo, i combattimenti in corso nella regione continuano a mettere a dura prova i civili, soprattutto vicino alle autostrade M4 e M5, due arterie chiave che collegano la capitale Damasco con la città di Aleppo e gran parte della Siria settentrionale. Un certo numero di vittime civili, compresi i bambini, è stato segnalato a causa di bombardamenti di artiglieria o ordigni esplosivi improvvisati o mine inesplose. Alcuni incidenti si sono verificati nelle aree residenziali o nei mercati locali, aumentando il rischio per i civili.