Solo per stomaci forti. Il museo dei cibi disgustosi
Cibi disgustosi? Spesso è solo un fatto culturale
Insegnare a esplorare il mondo del cibo e a sfidare le proprie convinzioni su ciò che è e ciò che non è commestibile. E' quello che promette il Museo del Cibo Disgustoso, aperto da pochi giorni a Malmo in Svezia. I visitatori conosceranno 80 dei cibi più disgustosi del mondo e potranno assaggiarne dieci.
L'idea di uno psicologo
Samuel West, fondatore e curatore del museo, è uno psicologo. Il suo primo progetto, il Museo del fallimento, ha, a dispetto del nome, riscosso un grande successo. Si trattava di una esposizione di prodotti falliti provenienti da tutto il mondo. Alla base dell'idea c'era la considerazione che la maggior parte dei progetti innovativi falliscono ed è proprio dal fallimento proprio o di altri che nascono idee vincenti.
Questa volta a dargli lo spunto è stato un articolo sul consumo della carne e i suoi effetti sull'ambiente, che lo ha spinto a studiare le fonti alternative di proteine e poi a trasformare il suo nuovo interesse in un progetto.
"Se chiedi a qualcuno di mangiare una cimice, ti risponderà che è disgustoso. Ma lo è davvero?", dice West.
Il risultato è questo museo, un'esperienza olfattiva e "degustativa" di 400 metri quadrati, dove i visitatori possono annusare, toccare e assaggiare diversi cibi che sono considerati "disgustosi" in alcune parti del mondo e prelibati in altre: si va dal foie gras allo squalo fermentato, dal nostro casu marzu all'insalata di gelatina, dal vino di topi al natto specialità giapponese a base di fagioli fermentati. "Dobbiamo prima conoscere quello che troviamo disgustoso, Spesso è solo un fatto culturale", dice West.