Kabul, 81 studentesse della Sapienza bloccate. Il prorettore a RaiNews24: "Nessuna torni ad Herat"
Sono bloccate in Afghanistan 81 studentesse afghane che a breve avrebbero dovuto iniziare i corsi alla Sapienza di Roma. Erano sulla lista del ministero della Difesa per essere trasferite in Italia, ma a causa dell'attentato dei giorni scorsi non sono riuscite a entrare in aeroporto a Kabul. Il Prorettore agli Affari internazionali dell'Università Bruno Botta a RaiNews24: riusciremo a far partire almeno un gruppo di venti ragazze ma nessuna deve tornare a Herat
Tra gli afgani rimasti di fatto bloccati a Kabul c'è anche un gruppo di 81 studentesse iscritte ai corsi dell'università 'La Sapienza' di Roma. Con alcune di loro sono presenti alcuni loro bambini, che portano il computo totale a 90 persone. "Purtroppo sono arrivati a Kabul qualche ora prima" dell'attentato all'aeroporto, spiega Bruno Botta, prorettore agli affari internazionali dell'università 'La Sapienza' di Roma. "A questo punto tutto è diventato molto più complicato - aggiunge -. Ora attendiamo che qualcosa avvenga". Botta dice di essere "molto preoccupato per le ragazze e i ragazzi, ma in particolare erano quasi tutte ragazze che vengono da Herat e hanno affrontato un lungo viaggio" e se fossero costrette a tornare indietro "diventerebbe molto problematico per loro e la loro sicurezza".
Il prorettore agli affari internazionali de 'La Sapienza', continua il racconto: "Il ministero della Difesa ci ha contatto e noi abbiamo inviato la lista delle studentesse da provare a portare a Roma", mentre "dall'Unità di crisi ci è arrivato un bellissimo messaggio, in cui sostanzialmente dicono che non abbandoneranno assolutamente i ragazzi e le ragazze della Sapienza".
Messa: ogni sforzo per riportare studentesse in Italia
"Stiamo seguendo con attenzione, in raccordo con gli altri ministeri, la situazione di tutte le studentesse e studenti afghani iscritti presso i nostri atenei,conservatori e accademie. Stiamo mettendo in campo tutti gli strumenti e gli sforzi per sperare di poterli presto accogliere tutti in Italia. Nel frattempo abbiamo raccolto le disponibilità ad accogliere studenti e ricercatori afghani già presenti fra i primi rifugiati giunti in Italia. Come Ministero ci impegniamo a rendere disponibili strumenti e risorse affinché ciò possa avvenire il più rapidamente possibile". Così il ministro dell'Università,Cristina Messa, all'ANSA.
Le studentesse: "riusciremo a realizzare nostro sogno?"
"Riusciremo a raggiungere l'Italia? Possiamo realizzare il nostro sogno?'' Sono le parole di alcune delle studente afghane. A riferirlo è il prorettore dell'Ateneo Bruno Botta. "Hanno paura, hanno il terrore che non possano venire in Italia - spiega Botta - che il loro sogno si infranga, sono affrante, ma nonostante tutte le difficoltà noi siamo fiduciosi".
Le ragazze hanno tutte tra i 19 ed i 22 anni. "Ci sono anche 3/4 bambini. Uno ad esempio - prosegue il prorettore - è il figlio o la figlia, non so con precisione, di un docente afghano che ha chiesto di venire in Italia con tutta la famiglia".
La fiducia di Botta è alimentata dal fatto che l'attenzione sulla vicenda è altissima. "Oggi avrò ricevuto - riferisce - una cinquantina di telefonate. E la rettrice Polimeni sta tenendo i contatti con i politici, quindi ci auguriamo che alla fine la situazione si possa risolvere positivamente".