Tra pianure abissali e montagne sottomarine ecco l'origine dei terremoti "silenti"
Avvengono lungo faglie con rocce dalle caratteristiche molto diverse: questi i primi risultati della spedizione oceanografica dell'International Ocean Discovery Program, cui partecipa anche ricercatrice italiana
I cosiddetti terremoti silenti, in termine tecnico slow slip events, avvengono lungo faglie in rocce con caratteristiche geologiche molto diverse tra loro. Questo uno dei primi risultati della spedizione oceanografica dell'International Ocean Discovery Program, al largo dell'isola nord della Nuova Zelanda, pubblicato sulla rivista Science Advances.
Lo rende noto l'Ateneo di Pisa che ha partecipato alla ricerca con Francesca Meneghini, docente del dipartimento di scienze della terra e unica italiana a bordo della nave statunitense Joides Resolution con cui è stata effettuata la spedizione.
La ricerca ha avuto inizio due anni fa quando si è cominciato a perforare e campionare per 58 giorni il margine in subduzione di Hikurangi, in Nuova Zelanda, per studiare un particolare tipo di movimento lungo faglie che genera appunto gli slow slip events o slow earthquakes, anche per capire quali siano le loro relazioni con gli eventi sismici catastrofici.
"I terremoti lenti, o silenti - spiega Meneghini -, non sono terremoti in senso stretto perché sono caratterizzati da piccoli incrementi di scivolamento che rilasciano poca energia per giorni e settimane, e che si ripetono ogni anno o ogni due anni. Nonostante non rilascino energia in modo sismico, possono causare tsunami, e rappresentano quindi un pericolo per la vita dell'uomo.
Inoltre, dove registrati, sono localizzati lungo porzioni di faglia che si chiamano in gergo 'bloccate', e che sono quelle che si prevede possano rompersi in modo sismico, ma ancora non è chiaro quale sia la relazione con i grandi terremoti, di cui forse potrebbero essere fenomeni precursori".
Alla spedizione hanno partecipato 32 ricercatori provenienti da Stati Uniti, Europa, Nuova Zelanda, Giappone, Gran Bretagna, Cina, Corea, Brasile, perforando e campionando 4 pozzi a profondità di circa 1 km e sotto una colonna d'acqua di 3,5 km.