Stop al riconoscimento facciale da parte della polizia: San Francisco è la prima città negli Usa
Secondo uno dei "city supervisor" questa tecnologia non rappresenta solo una minaccia per la privacy ma potrebbe essere utilizzata anche per prendere di mira alcune minoranze
San Francisco è la prima città degli Stati Uniti a vietare l'uso della tecnologia di riconoscimento facciale da parte di polizia e altre agenzie del governo. Otto dei nove membri del consiglio municipale si sono espressi a favore del divieto, che deve ancora passare per un voto procedurale la settimana prossima, con scarsa probabilità che cambi qualcosa. Il divieto non riguarda aeroporti o luoghi regolati dalle autorità federali.
Secondo il proponente, Aaron Peskin, uno dei city supervisor, questa tecnologia non rappresenta solo una minaccia per la privacy ma potrebbe essere utilizzata anche per prendere di mira alcune minoranze. "La tecnologia di riconoscimento facciale mette in pericolo i diritti civili e le libertà civiche in contrasto in modo importante con i suoi cosiddetti benefici", si legge nelle motivazioni della decisione, per cui la tecnologia "esacerberà l'ingiustizia razziale e minaccerà la nostra capacità di vivere liberi da ogni sorveglianza permanente del governo".
Il divieto s'inquadra in un regolamento più vasto sull'uso dei sistemi di sorveglianza e la revisione delle politiche in materia, con condizioni più rigide e necessità di approvazione preventiva del consiglio per le agenzie municipali.
Tra i casi controversi di uso di questa tecnologia c'è, secondo il New York Times, quello da parte delle autorità cinese: userebbero la face-recognition con un vasto sistema di telecamere di sorveglianza per individuare i membri della minoranza musulmana uigura, dopo aver programmato i sistemi con le loro caratteristiche fisiche. Sarebbe il primo esempio noto di uso dell'intelligenza artificiale da parte di un governo per creare profilazione razziale.
Contro alcuni prodotti commerciali che sfruttano questa tecnologia si erano espressi il mese scorso anche un gruppo di illustri ricercatori, firmando una petizione che chiedeva al colosso tech Amazon di sospenderne la vendita alle forze di polizia. L'algoritmo, secondo lo studio da loro condotto, avrebbe più difficoltà nel distinguere soggetti femminili e persone di colore.