Tac con radiazioni ridotte. Premiato studio su protocollo di verifica per il sistema "Asir"
Il lavoro delle ingegnere campane Michela D'Antò e Federica Caracò definisce un protocollo per la verifica delle funzionalità del sistema Asir per l'ottimizzazione del rapporto dose/qualità dell'immagine applicato ai Tomografi Assiali Computerizzati
Due giovani ingegnere cliniche campane, Michela D'Antò, della Fondazione G. Pascale e Federica Caracò, dell'Università degli studi Federico II, sono le vincitrici del primo premio dell'Health technology challenge (Htc), iniziativa indipendente nata nel 2018 per dare spazio alla presentazione di esperienze e soluzioni innovative per i tanti piccoli e grandi problemi nell'ambito della sanità.
Il loro progetto, scelto tra le 162 proposte giunte quest'anno, consiste in un protocollo per la verifica delle funzionalità del noto sistema ASIR (Adaptive Statistical Iterative Reconstruction Technique) applicato ai Tomografi Assiali Computerizzati (TAC).
L'elaborazione delle immagini acquisite durante il loro studio, tramite due diversi tipi di tomografo e utilizzando uno specifico fantoccio ad acqua, ha mostrato come la ricostruzione con metodo Asir consenta di ridurre considerevolmente la dose di radiazioni (tra il 40% e il 60%) mantenendo invariata la qualità delle immagini.
Gli algoritmi Asir sono destinati all'aggiornamento delle tecnologie esistenti, con l'obiettivo di migliorare le prestazioni degli strumenti radiologici e poter assicurare al paziente prestazioni più accurate.
Si stima che in Italia su oltre 40 milioni di esami radiologici effettuati ogni anno, circa il 44% sia prescritto in modo inappropriato e non sia strettamente necessario. I malati oncologici sono i più esposti a queste radiazioni durante la fase della diagnosi e nei continui controlli successivi.
Il premio è stato consegnato durante il XIX Congresso dell'Associazione nazionale degli ingegneri clinici (AIIC) che si è svolto a Catanzaro.