Tokyo 2020, le medaglie olimpiche e paralimpiche saranno riciclate dai cellulari
Da un telefono cellulare si possono ricavare piccolissime quantità di oro, argento e rame, il principale componente del bronzo
Secondo gli organizzatori delle Olimpiadi di Tokyo 2020 entro la fine di marzo sarà completata la raccolta di cellulari e dispositivi elettronici obsoleti da cui si ricaveranno i materiali per fabbricare tutte le medaglie olimpiche e paralimpiche.
Il progetto è stato lanciato nel 2017 per promuovere la sostenibilità ambientale, ma anche per coinvolgere direttamente i cittadini, che sono stati invitati a riporre i vecchi cellulari in appositi contenitori che calcolano automaticamente il numero dei dispositivi raccolti. Da un telefono cellulare si ricavano mediamente 0,048 grammi d’oro, 0,26 grammi d’argento e 12 grammi di rame, il principale componente del bronzo (dati: World Economic Forum). Proprio i materiali che servono per il "conio" delle medaglie olimpiche. Considerato che ne serviranno circa cinquemila, il governo ha chiesto l'aiuto di tutti perché donassero i dispositivi elettronici non più utilizzati mettendo a disposizione una rete capillare di ritiro.
Il Giappone punta a ridurre le proprie emissioni del 30% entro il 2020 e le Olimpiadi sono organizzate tenendo conto di questo obiettivo. Già nel 2010 è stato introdotto un sistema di “cap and trade” per i grandi edifici. In sostanza viene stabilito un valore massimo di emissioni di CO2, e se il tetto non viene raggiunto si maturano dei crediti che verranno usati per azzerare le emissioni durante le cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi. Durante i Giochi saranno introdotti autobus a idrogeno e, sempre in un'ottica eco-sostenibile, tutte le strutture sportive sono costruite nell'arco di 8 km dal villaggio olimpico.