Torino, anche per Corte d'Appello il cellulare può causare un tumore all'orecchio
La corte di appello di Torino ha confermato la sentenza di primo grado del tribunale di Ivrea che aveva riconosciuto un nesso tra l'uso per molte ore consecutive del cellulare e un rarissimo tumore al nervo acustico. Gerardo D'Amico
Non è servito il rapporto scientifico della scorsa estate, siglato dall'Istituto Superiore di Sanità, Arpa Piemonte, Enea e CNR: non esiste alcun aumento di tumori collegati all'uso del cellulare, il neurinoma del nervo acustico è e resta un tumore rarissimo, malgrado praticamente universale del telefonino: anche la corte di appello di Torino ha condannato l'INAIL a riconoscere una rendita vitaliazia ad un dipendente di telecom italia che aveva sviluppato questo tumore all'orecchio secondo i suoi periti per l'eccessivo contatto quotidiano con la''apparecchio telefonico.
Per gli avvocati del lavoratore si tratta di una sentenza storica, azzardano anche una tempistica, secondo loro basta usare il cellulare trenta mninuti al giorno per otto anni per essere a rischio.
Non la pensano così ricercatori di molti paesi al mondo, nel 2011 uno studio pubblicatio dal British Medical Journal escluse ogni corfrelazione, e soprattutto non c'è l'evidenza epidemiologica: sulla terra ci sono più cellulari che esseri umani, l'Italia ha la più alta concentrazione di telefonini assieme alla Corea del Sud, eppure non esiste alcun aumento di tumori collegati all'uso di questo apparecchio.