Torna il calcio, tutte le novità dai campi, dove già ci si allena
Primi allenamenti individuali nelle strutture sportive di diverse squadre che hanno riaperto le porte dopo due mesi di stop
Il calcio italiano ricomincia a correre. Una ripartenza simbolica affidata al Sassuolo e al Lecce, o meglio ai calciatori delle due squadre, accolti nelle strutture dei club per allenamenti rigorosamente individuali. Ma il segnale di speranza è importante, dopo due mesi di stop obbligato dalla pandemia.
"Abbiamo fatto un passo importante - ha osservato l'amministratore delegato del Sassuolo Giovanni Carnevali - grazie al buon senso dei governatori che ci hanno permesso di ripartire, con tutte le precauzioni del caso. Ci auguriamo che i contagi diminuiscano e si perdano sempre meno vite umane, poi si vedrà. Si tratta di tenere in piedi l'azienda calcio, altrimenti si rischia grosso. Dobbiamo pensare a tutto il sistema".
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— U.S. Sassuolo (@SassuoloUS) May 4, 2020
La Juventus ha iniziato i controlli medici sui propri tesserati, Cristiano Ronaldo è rientrato ieri sera a Torino e dovrà osservare i 14 giorni di quarantena previsti per chi torna dall'estero prima di poter
cominciare gli allenamenti individuali.
Il Bologna e l'Udinese apriranno oggi i propri centri sportivi, poi nelle prossime ore toccherà anche a Roma e Lazio, Fiorentina e Inter. "A partire da martedì 5 maggio i giocatori della prima squadra avranno la facoltà di proseguire l’attività individuale di mantenimento anche sui campi del centro tecnico N. Galli", si legge in una nota sul sito del Bologna FC. "Sarà dunque consentito agli atleti esclusivamente l’accesso ai campi, nel rispetto delle norme di distanziamento, mentre spogliatoi, palestra, uffici e tutti gli altri ambienti resteranno chiusi. Non saranno presenti l’allenatore e i collaboratori tecnici".
Ripartenza incerta
Il futuro del campionato però resta incerto: "Sono speranzoso che la Serie A possa tornare, me lo auguro e sarebbe surreale il contrario", dice il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora a Frontiere su Raiuno. "Abbiamo confermato la road map che ci eravamo dati - continua - Il Comitato tecnico-scientifico ha già dato l'ok per gli allenamenti individuali degli sport di gruppo dal 4 maggio, poi il 18 partiranno gli allenamenti collettivi se verrà approvato dallo stesso Cts il protocollo Figc. Sono fiducioso perché era già stato presentato un buon lavoro di base, c'è stata qualche perplessità ma entro la fine della settimana dovremmo avere un responso". "Oggi non abbiamo gli elementi per dire se a metà giugno sarà possibile riprendere il campionato - conclude il ministro - io me lo auguro e lavoreremo perchè questo avvenga. Dipenderà da una serie di cose, da cosa succederà in queste settimane se la curva dei contagi continuerà a scendere".
Tommasi, ripartire con protocollo giusto
"Chi si prende il rischio di far ripartire il calcio se il rischio non è zero? L'atleta? Il club? Il governo? bisogna partire al momento giusto e con il protocollo ideale": così Damiano Tommasi, presidente Aic, è intervenuto a "fase pier", la diretta Instagram con Pierluigi Pardo dedicata alla fase 2 anche nel calcio. Secondo Tommasi "essere favorevoli o contrari alla ripresa è una discussione che lascia il tempo che trova: oggi ci mancano alcuni elementi. Non abbiamo alcune risposte e questo genera incertezza, mancano le date".
"Per un calciatore non sono stati mesi di riposo ma di lavoro casalingo, i muscoli si sono comunque rafforzati ma poi bisognerà vedere come risponderanno sul campo. Bisogna tornare in campo in condizioni perfette. Devono essere tutti in sicurezza, non solo i calciatori ma ogni addetto vicino alle squadre. Il protocollo è pensato per la ripresa degli allenamenti ma non quella delle partite ufficiali, non per i viaggi, gli spostamenti, le trasferte e l'incrocio di due squadre. Si sta lavorando -ha spiegato l'ex calciatore- per un protocollo che regolarizzi gli allenamenti di squadra dal 18/19 maggio, nel nome della salute degli interessati".