Trono di Spade, studi e ricerche scientifiche sulla serie più amata di sempre (no spoiler)
27 milioni di americani non andranno al lavoro per riprendersi dall'ultima puntata. Intanto una petizione chiede il remake
Presto gli appassionati sapranno chi salirà sul "Trono di Spade", la serie Hbo dei record visti i premi che ha accumulato in 8 anni di trasmissione, ma non tutti sanno che l'adattamento televisivo del ciclo di romanzi Cronache del ghiaccio e del fuoco (A Song of Ice and Fire) di George R. R. Martin è anche stato oggetto di numerose ricerche scientifiche.
L'ultimo studio è stato pubblicata dal British Journal of Sports Medicine ad opera dell'università canadese di British Columbia. I ricercatori analizzano dal punto di vista della fisiologia i diversi personaggi della serie, identificando quelli più adatti a combattere e quelli che invece hanno l'istinto di scappare. L'esempio, concludono gli autori, potrebbe essere d'aiuto durante gli esercizi quotidiani. "Le stesse forze che muovono i personaggi possono essere utili per aumentare la nostra attività quotidiana. Forse la prossima volta che guarderemo un episodio potremmo farlo da un tapis roulant o da una cyclette - scrivono -. Potremo combinare la fisiologia 'fantasy' e la neurochimica reale".
I ricercatori della Macquarie University di Sidney si sono divertiti a calcolare la probabilità di morte dei personaggi. "La probabilità di sopravvivenza è peggiore per i protagonisti maschi o di bassa estrazione sociale - scrivono su Injuries Epidemiology - per chi non ha mai cambiato alleanze e per chi appare di più".
La serie ha anche dieci citazioni su PubMed, l'archivio delle riviste mediche. Una di queste rimanda all'articolo pubblicato da Jama Dermatology sul 'morbo grigio', in cui Jules Lipoff dell'Università della Pennsylvania descrive gli indizi sulla malattia come se fosse un vero morbo misterioso, arrivando alla conclusione che si tratta di un virus simile all'Hpv o alla varicella. C'è persino chi ha usato i personaggi per allenare l'intelligenza artificiale al riconoscimento facciale.
In altri casi la complicata trama della serie, con le famiglie in lotta per conquistare il Trono, è presa come paragone per descrivere sistemi complessi. È il caso ad esempio di A game of thrones: neural plasticity in mammalian social hierarchies", articolo su Social Neuroscience in cui si indaga sul possibile influsso dello status sociale sul cervello.
La serie e i libri da cui è tratta, hanno ispirato anche diversi studi di tipo 'umanistico': c'è per esempio chi ha esaminato le figure femminili e chi ne ha analizzato la violenza rapportandola a quella del mondo attuale. Anche William Irwin del King's College di Wilkes-Barre, in Pennsylvania, che negli Usa è famoso proprio per i libri che mescolano filosofia e cultura popolare, ha dedicato un libro alla saga, dal titolo emblematico. "Game of Thrones and philosophy: Logic cuts deeper than swords", letteralmente "Il Trono di Spade e la filosofia: la logica taglia più profondamente delle spade.
Il post-puntata finale
Secondo una ricerca di mercato dieci milioni e 700 mila americani non andranno al lavoro lunedì mattina e altri diciassette milioni lo faranno in modo ridotto. Saranno tutti ancora sopraffatti dalla puntata finale del "Trono di spade", dopo la messa in onda del sesto episodio dell'ottava e ultima stagione prevista domenica sera su Hbo (in Italia in contemporanea alle 3 del mattino su Sky Atlantic la versione originale sottotitolata). La previsione arriva dal Workforce Institute at Kronos Incorporated, società specializzata in gestione del capitale umano: il 34 per cento dei 1090 intervistati ha confessato che si prenderà il lunedì libero dopo aver fatto tardi per seguire l'episodio finale. E il totale arriverà a oltre 27 milioni di persone coinvolte negli effetti collaterali del "dopo serie", se si aggiungono quelli che hanno già deciso di arrivare tardi, lavorare da casa via computer o comunque essere meno produttivi del solito.
Il lunedì post-finale si tradurrà in una perdita della produzione sui posti di lavoro, in termini economici, di 3 miliardi e 300 milioni di dollari: il Super Bowl Monday, il giorno dopo l'evento sportivo più seguito, aveva fatto registrare un rosso di 4 miliardi e 400 milioni. Comunque non paragonabile ai 13 miliardi di dollari di mancata produzione registrati dopo la finale del campionato universitario di basket.
La puntata finale di Games of Thrones sarà tra i primi dieci programmi più visti nella storia televisiva americana. Secondo lo studio, l'ottava stagione ha occupato, in commenti, almeno un'ora della settimana lavorativa di quasi 36 milioni di impiegati.
Insomma, "Trono di spade" è uno dei fenomeni di costume più interessanti degli ultimi anni, anche se quest'ultima serie si è trascinata dietro una serie di polemiche. Prima ci sono state alcune "cadute di stile" durante le riprese: in una scena del quarto episodio è comparso un bicchiere di Starbucks, in un'altra compare la mano "vera" di un personaggio che l'aveva persa nei primi episodi, senza contare che le acconciature dell'aspirante al trono Daenerys sono acconciati in modo diverso nella stessa scena e che una delle ambientazioni sembra radicalmente diversa rispetto alle prime puntate. Mentre abbondano gli spoiler che anticipano l'ultima puntata sembra che per evitare di rovinare la sorpresa ai milioni di fan, Hbo abbia girato due finali diversi per scegliere all'ultimo quale mandare in onda.
Detto questo, "Trono di Spade" si sta rivelando un successo planetario. L'ultima stagione della serie, che dal 2011 ha ottenuto 190 riconoscimenti tra cui ben 47 Emmy, ha conquistato una media di 43 milioni di spettatori a puntata se si include il playback, lo streaming e le visioni ripetute, 10 milioni in più della settima stagione. Gli sceneggiatori Benioff e Weiss, mentre HBO si prepara al "prequel", fanno i conti con un nuovo appuntamento: saranno registi e sceneggiatori del nuovo Guerre Stellari nelle sale nel 2022. "Ovviamente siamo preoccupati", hanno detto al 'Washington Post' a proposito delle attese per il finale: "Sappiamo che molti la odieranno a prescindere. Speriamo che succeda come quando finì Breaking Bad: la discussione fu se valeva un 'trenta' o un 'trenta e lode'".
Intanto la petizione lanciata su change.org per chiedere la riscrittura dell'intera ottava stagione da un gruppo di telespettatori inferociti è già stata firmata da più di un milione di persone (l'obiettivo è raccogliere 1 milione e mezzo di firme). La polemica si è scatenata, come un drago che vomita fuoco, dopo la quinta puntata. Da Forth Worth in Texas, Dylan D., primo firmatario della petizione si è rivolto a Change.org: "Benioff e Weiss si sono rivelati terribilmente incompetenti quando non hanno fonti su cui appoggiarsi. La serie merita un finale che abbia un senso".
Per quanto possa essere duro staccarsi (per sempre) da Arya, Sansa, Cersei, John, il Mastino e i fratelli Lannister, la domanda è: non staremo forse esagerando?