Troppi "cavalli randagi" a Porto Rico
Tra residenti irresponsabili e turisti inconsapevoli, l'attrattiva di un'isola è anche la sua piaga
Viecques è una piccola isoletta dell'arcipelago portoricano, meta prediletta dei turisti che la raggiungono via mare o con piccoli aeroplani durante il fine settimana per godere delle sue acque cristalline, le lussureggianti foreste di mangrovia e di un'attrattiva del tutto speciale: i suoi "cavalli randagi" che pascolano liberi lungo il ciglio delle strade, mangiando manghi e trotterellando sulle spiaggie.
Un'attrazione che però sta diventando una piaga per l'isola. Arrivati con i coloni spagnoli, i cavalli sono rimasti uno dei mezzi di trasporto preferiti dai circa 9mila residenti di Viecques. Servono per portare i bambini a scuola o i pescatori alle barche, ma vengono anche utilizzati dagli adolescenti per gare improvvisate o come "taxi" a portata di mano dopo serate troppo etiliche.
Mantenere un cavallo, dargli un tetto e da mangiare è costoso specie in un'isola in cui il reddito medio annuo è inferiore ai 20mila dollari. Così molti locali lasciano i loro cavalli nei campi vicino al mare dopo pascolano fino a quando non c'è di nuovo bisogno di loro per qualche motivo. Alcuni di questi cavalli sono marchiati e riconducibili a un proprietario ma la maggior parte no. Il risultato, denuncia Victor Emeric, sindaco di Viecques ai microfoni dell'Associated Press, è che la popolazione dei cavalli cresce di continuo e in modo incontrollato ed è impossibile richiamare i proprietari alle loro responsabilità quando accadono problemi o incidenti.
Secondo le ultime stime sono circa 2mila i cavalli attualmente sull'isola. Per placare la loro sete rompono le tubature dell'acqua, e cercano cibo rovesciando i cassonetti della spazzatura, in fine molti muoiono in incidenti stradali sempre più frequenti anche proprio a causa del maggiore afflusso di turisti.
Di qui la richiesta di aiuto alla Humane Society, un'associazione internazionale con base negli Stati Uniti che si occupa di protezione degli animali, che ha iniziato un programma di controllo delle nascite con una dozzina di volontari armati di fucili ad aria compressa e dardi muniti di contraccettivo PZP, che da novembre hanno iniettato il siero a circa 160 esemplari. Il programma costerà circa 200mila dollari ed è totalmente finanziato attraverso le donazioni.