Troppi satelliti in cielo, gli astronomi lanciano l'allarme: a rischio attività scientifica
Fino a quest'anno, si legge in un comunicato dell'IAU, il numero dei satelliti in orbita bassa era inferiore ai 200 ma ora sta crescendo rapidamente, con progetti che mirano a lanciare decine di migliaia di dispositivi entro i prossimi anni
L'Unione Astronomica Internazionale (IAU) esprime preoccupazione per la crescente quantità di satelliti che orbitano attorno alla Terra, nella cosiddetta orbita bassa. Fino a quest'anno, si legge in un comunicato, il numero di questi satelliti era inferiore ai 200 ma ora sta crescendo rapidamente, con progetti che mirano a lanciare decine di migliaia di dispositivi orbitanti entro i prossimi pochi anni.
L'organizzazione, che a tal proposito menziona in un Tweet molti dei soggetti coinvolti in progetti spaziali tra cui Iridium, Amazon, Facebook, Oneweb, Globalstar e Elon Musk con il suo progetto Starlink, sostiene il principio generale secondo cui un cielo "buio e silenzioso", libero cioè da inquinamento luminoso ed elettromagnetico, non solo è fondamentale per lo studio e la comprensione dell'Universo, ma rappresenta anche una risorsa per l'umanità e per la protezione delle specie animali notturne.
We have issued a statement on behalf of the International Astronomical Union (IAU) expressing our concern over #SatelliteConstellations: @elonmusk 's #starlink @IridiumComm @oneweb @Globalstar @amazon 's #ProjectKuiper @facebook 's #Athenahttps://t.co/oBAPovQXtO pic.twitter.com/aCrW0jQCe5
— Astro Union (@IAU_org) 3 giugno 2019
"Ancora non siamo in grado di comprendere quale impatto avranno le migliaia di satelliti "visibili" sparsi per il cielo notturno e, nonostante le buone intenzioni, queste costellazioni satellitari potrebbero rappresentare una minaccia".
Le preoccupazioni riguardano principalmente due fattori.
Il primo è quello "luminoso". Il materiale metallico con cui sono costruiti questi dispositivi, infatti, riflette la luce solare e sebbene nella maggior parte dei casi si tratti di riflessi molto deboli e non percettibili dall'occhio umano, sono tuttavia in grado di disturbare i grandi telescopi terrestri la cui sensibilità è molto elevata.
Il secondo riguarda le interferenze radio. Le costellazioni satellitari, infatti, possono disturbare l'osservazione astronomica basata sulle onde radio. Quella, per intenderci, che ha permesso di ottenere la prima immagine di un buco nero.
L'IAU conclude auspicando una maggior collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti in questa nuova e ancora scarsamente regolamentata frontiera dell'utilizzo dello Spazio. Progettisti e sviluppatori sono urgentemente invitati a collaborare con la comunità astronomica con l'obiettivo di analizzare insieme l'impatto di tali attività. Richiede, infine, che venga definito il prima possibile un quadro normativo che punti a mitigare o eliminare gli impatti potenzialmente dannosi per l'esplorazione scientifica.