Trump: "Pianteremo la bandiera su Marte". Quando?
La Nasa è al lavoro sul programma Artemis, che punta a riportare gli astronauti americani sulla Luna entro 5 anni, stabilire una presenza sostenibile sul nostro satellite naturale e infine spingersi verso Marte
"Molto presto, pianteremo la nostra bandiera su Marte": è la promessa che Donald Trump ha fatto nel suo discorso per il giorno dell'Indipendenza al Lincoln Memorial, in cui ha descritto l'America come "il Paese più eccezionale della storia", anche per le sue conquiste nello Spazio.
Prima di raggiungere Marte, però, il programma spaziale americano prevede entro il 2024 il ritorno degli astronauti sulla Luna, che sarà usata come base di partenza per future missioni verso il Pianeta Rosso. Per conseguire questo obiettivo la Nasa è al lavoro su più fronti e si avvale dell'aiuto di partner commerciali nazionali e internazionali.
Sulla Luna entro il 2024: lanciatore, navicella, gateway e lander
Il nuovo programma spaziale chiamato "Artemis" prevede il completamento di un potente razzo lanciatore attualmente in fase di sviluppo, lo Space Launch System (SLS), che avrà il compito di portare nello spazio una navicella con equipaggio.
La navicella, denominata "Orion", è progettata per alloggiare fino a 4 astronauti e trasportarli verso una futura stazione orbitante attorno alla Luna, la "Lunar Orbital Platform – Gateway" (LOP-G), pensata per ospitare dispositivi robotici, rover, e soprattutto il "lander", mezzo che gli astronauti utilizzeranno per i trasferimenti da e verso la superficie lunare.
Su Marte dopo il 2030
Secondo il programma della Nasa presentato nel marzo 2019 dall'amministratore Jim Bridenstine, entro la fine dell'anno saranno inviati sulla Luna strumenti e tecnologie sviluppate da aziende partner dell'agenzia spaziale, a supporto del successivo sbarco degli equipaggi.
Nel 2020 è previsto il primo lancio della navicella Orion senza equipaggio, a bordo del razzo SLS. Questo volo di test denominato Artemis 1 servirà a dimostrare la capacità di inviare astronauti nell'orbita lunare.
Nel 2022 sarà la volta di Artemis 2, che porterà un equipaggio nell'orbita lunare e segnerà un passo fondamentale in direzione della regolarizzazione delle missioni verso la Luna.
Sempre nel 2022 un razzo privato invierà nello spazio il primo modulo del Gateway, la futura stazione orbitante attorno alla Luna. Il modulo fornirà energia alla stazione, propulsione e garantirà le comunicazioni.
Nel 2023 verrà fatto atterrare sulla Luna un rover, allo scopo di comprendere meglio la natura degli elementi volatili e studiare il modo di utilizzarli per produrre acqua, ossigeno e carburante.
Sarà inoltre spedito un nuovo modulo pressurizzato per il Gateway, nel quale alloggeranno i primi astronauti durante la preparazione all'allunaggio.
Nel 2024 verrà lanciato il lander che andrà ad agganciarsi al Gateway. Questa navicella sarà utilizzata dall'equipaggio per scendere e salire verso il suolo lunare.
Infine, sempre nel 2024, partirà la missione "Artemis 3". La navicella Orion con gli astronauti a bordo raggiungerà il Gateway e vi si aggancerà. L'equipaggio quindi entrerà nel Lander e scenderà sulla Luna.
Seguiranno 4 anni di missioni fino al 2028, Artemis 4, 5, 6, 7, durante le quali si lavorerà a una presenza stabile e sostenibile dell'uomo sulla Luna, migliorando le caratteristiche del Gateway e del sistema di atterraggio riutilizzabile.
Nel decennio 2030 la Nasa guarderà verso Marte con un approccio sostenibile, progettando nell'orbita lunare un'architettura esplorativa che prevederà il maggior numero possibile di elementi riutilizzabili nelle future missioni verso il Pianeta Rosso.